La federazione nel 2021 comprese che la strada sino allora seguita non portava frutti concreti così senza esitazioni ha deciso di cambiare completamente la rotta
Nella foto due ragazzini coinvolti dal nuovo progetto che si prefigge di non promuovere l’hockey, ma di farlo radicare
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Cinque anni fa, poche persone potevano immaginarlo: l’hockey ora sta entrando in quartieri in cui non era mai stato neppure visto un bastone. Tutto questo grazie al lancio della Hockey Foundation, che ha completamente mutato se non sconvolto il modello precedente. Sino ad allora la KNHB aveva puntato su iniziative spot di durata limitata con progetti di diversità come lo Street Hockey, l’Urban Hockey e il Funkey, hockey per bambini di quattro e cinque anni. Grande successo immediato, come spesso si ottiene anche in Italia al termine della giornata di presentazione curata, ben organizzata e di impatto subitaneo. Tutto fantastico per entrare in una nuova realtà: mettere giù una gabbia con fondo in panno, un po’ come i nostri gonfiabili, e scatenare i bambini con il gioco. Alla fine della giornata, però, si ricarica tutto e si esce dal quartiere con la domanda: come possiamo mantenere duraturo questo successo?
Nacque così l’idea della Hockey Foundation. In collaborazione con Rabobank, la KNHB ha lanciato l’iniziativa, con un obiettivo chiaro: creare trenta nuove squadre di hockey in quartieri a basso reddito entro dieci anni. In questo periodo, almeno diecimila bambini di questi quartieri saranno avviati all’hockey e indirizzati alla vita associativa in nuovi club. Un’ambizione con cui la KNHB ha mostrato il coraggio di uscire dai sentieri battuti. Perché sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico Italia docet.





