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#sviluppo TIRARSI FUORI DALLA MELMA È POSSIBILE, BASTA ANDARE A CANESTRO

Uso volutamente la LM di LungiMiranza anziché la RD di RestaDerelitto. La lezione arriva dalla ex derelitta pallacanestro tedesca. Volere è potere ma per volere bisogna sapere

Nella foto i tedeschi della pallacanestro

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Fra il 2006 al 2022 la Germania del basket non ha vinto neppure una medaglia in competizioni internazionali, come l’Italia dell’hockey.  É arrivata due volte 17esima agli europei, 17esima e 18esima ai mondiali, per due volte non si è qualificata alle Olimpiadi, poco meglio dell’Italia dell’hockey.
A partire dal 2010, il basket tedesco, con finanziamenti pubblici inferiori a quelli che percepisce la FIH, si è rimboccato le maniche partendo dalle scuole e dagli incentivi alle singole società (comprese quelle che fanno solo minibasket, le cosiddette promozionali nell’hockey italiano), ha rivoluzionato l’intero movimento. Quali sono state le conseguenze di questa operazione in profondità?

Nella Bundesliga di basket (con un pessimo francesismo la FIH la sua la chiama èlite) ci sono 16 squadre, e tutte e 16 giocano in palasport costruiti o completamente rinnovati a partire dal 2010.
Il numero di praticanti è più che raddoppiato, quello che accade nell’Italia dell’hockey  lo vedete tutti ogni settimana sui campi che frequentate. Nell’ultima stagione NBA – che vale “qualcosina” in più della Hoofdklasse olandese c’erano ben 7 giocatori tedeschi. Questi risultati hanno influenzato anche la nazionale, la vetrina di ogni federazione sportiva nazionale in ogni parte del mondo.

Questa l’incredibile progressione in un tempo equivalente a tre cicli olimpici: 2022 la Germania guadagna il bronzo agli europei; 2023 conquista per la prima volta nella storia il tetto del mondo vincendo l’oro ai Mondiali; 2024 arriva quarta alle olimpiadi, e per un nulla non elimina in semifinale la Francia padrona di casa; 2025 in queste ore ha vinto la finale contro la Turchia migliorando l’incredibile risultato del 2022 e sommando il titolo di campione d’Europa a quello già suo del Mondo.

Lo riconosco, i tedeschi – per motivi che non sto qui a ricordare che stanno fra l’abbietto e l’ignorante – non sono amati da moltissimi italiani. Su una cosa però, sono quasi tutti d’accordo: la loro capacità di applicarsi e di tirarsi fuori anche dalle situazioni più complicate. Lo dimostra anche questo parallelo tra il basket  tedesco e l’hockey  italiano, che in questo stesso periodo si è involuto sempre di più scendendo in particolare negli ultimi mesi in tutti i ranking internazionali. Però cc’è hi ama dire che va tutto bene. Contenti loro, contenti voi e molto deluso io.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore