Quella che fu la sua patria lo vede oggi reietto, quasi scomparso, comunque ai margini, dopo gli ambiziosi proclami, che come sempre restano tali. Invece nel mondo la federazione internazionale lo spinge sempre di più: dall’Oceania all’Ucraina dove è sport per il reinserimento scialle degli invalidi di guerra o in altre spiagge, come a Melbourne è nato l’Xtreme Beach Hockey. Un format che si rivolge a chi cerca esperienze sportive accessibili e alternative e a novembre vedrà un torneo mondiale.
Nelle foto esempi mondiali del nuovo beach hockey

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Il 13 dicembre 2017 il consiglio federale, da una mia proposta, approvò una modifica al regolamento organico, la carta federale che attua e completa lo statuto, dove l’hockey venne articolato in specialità: prato, indoor, beach hockey e parahockey, cosa che avevo già fatto prevedere sul regolamento gare e campionati (RGC) che fu prima cambiato dal commissario ad acta in collaborazione con Sergio Melai.
Il CONI recepì tale segnale e integrò l’elenco per l’iscrizione al suo registro nazionale (ora passato a Sport e salute) con l’inserimento di due discipline beach hockey e parkour. Inutile sottolinearvi i successo che ha avuto il parkhour, inserito anche negli World Games, e il decadimento – quasi la scomparsa – del beach hockey in Italia.
Nell’anno 2000, mentre nel mondo era praticamente sconosciuto, il beach hockey apparve – forse nacque – in Italia sulla riviera adriatica grazie a Gianni Della Motta, che lo sponsorizzo con l’organizzazione e l’ospitalità dei suoi alberghi. Ricordo che il primo campionato lo vinse l’Hockey Avezzano e il secondo Superba HC Genova. Nel frattempo mise piede su altre spiagge italiane: Albisola, Anzio, Cagliari, Cesenatico, Gallipoli, Genova, Meta di Sorrento, Nettuno, Oristano, Ostia, Porto Potenza picena, Terme vigliatore.

Solo nel 2015 nacque l’International Beach Hockey Federation che la IHF prima riconobbe, invitando le confederazioni continentali a promuovere la specialità, poi il beach fu riconosciuto dalla stessa federazione internazionale nell’ottobre 2023. Così il World Beach Hockey è rapidamente diventato una parte dinamica dell’ecosistema hockeistico globale. In meno di due anni, sessanta paesi si sono registrati al World Beach Hockey, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere i 100 entro il 2026.
Uno studio della IHF ha certificato che molti di coloro che hanno provato il beach hanno poi giocato a hockey a 11 o indoor.





