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#parahockey ANCHE L’HOCKEY COGLIE IL SUO ORO CON GLI INVINCIBILI

Ogni due anni, a volte meno, arriva l’unica soddisfazione continentale che il nostro sport sa dare ai suoi appassionati e ai suoi pochissimi tifosi. Il merito è della specialità paralimpica creata seguita e gestita da Marco Carboni. Autentico mago di questa disciplina e unico italiano nella FIH in grado di saper vincere

Nelle foto il gruppo degli invincibili e la pescarese Maria Niola beniamina del team

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Gli invincibili di Marco Carboni si confermano per l’ennesima volta sul tetto d’Europa. Le competizioni di parahockey sono le uniche che permettono a Hockeylove.news e a tutti gli hockeisti italiani di gioire per un successo internazionale. Da oramai 15 anni le uniche soddisfazioni concrete che arrivano alla FIH sono solo queste, quindi cominciamo a dare un nome e un cognome a questi protagonisti epigoni di ormai una lunga tradizione partita tanti anni fa con Stefano Casile, Riccardo Volpi, Fiori, Di Vaio, passando per Gianluca Bozzo e Luciano Damiani che ancora difende la porta azzurra. Un encomio particolare al savonese Endri Buzzali autore non solo della tripletta che ha sconfitto l’Olanda ma dell’unico goal su azione di tutta la finale. Poi i sanvitesi Christian  Conti e Andrea Pasquali, l’eterno Ciccazzo, le due ragazze Anja Volpe e Maria Niola, l’altro savonese Flavio Canaj il super veterano Marcolino Lecis un altro della prima ora e Flavio Colasanti.

Questa volta farne le spese è stata l’Olanda in passato fu a lungo il Portogallo, ormai invecchiato e ora appena quinto davanti all’esordiente Bulgaria, a contendere il primato agli invincibili. L’ultima volta era stato il Belgio che sembrava il rivale nascente invece questa volta è finito al terzo posto che ha guadagnato il bronzo sulla Spagna. Nel Championship II si è imposta la Germania, che sale così nella classifica al al settimo posto europeo nell’ordine la seguono Inghilterra Francia Irlanda e Cechia. Ormai il parahockey sta diventando una specialità sempre più diffusa nel vecchio continente.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore