Certi treni quando si perdono non ricapitano più. Questa fra le tante occasioni neppure prese in considerazione dalla FIH è forse la più clamorosa. Nel 2022 c’erano i contatti e i presupposti. Ora la Francia vola di successo in successo e l’Italia dell’hockey …
Nella foto una fase di Italia – Francia (0-4) in Nations Cup 2 a Gniezno
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A livello maschile l’ultima successo, agli shootout, risale al 2004 con Franco Nicola, poi solo sconfitte, 5 di fila, sino al 2016. Con la femminile la storia è cambiata in neanche tre anni. Ora sono le transalpine la squadra da battere. La nazionale di Robert Justus aveva cominciato la sua preparazione a Roma e successivamente in Belgio, Francia e Scozia nel giro di appena 5 mesi.
Sì, con la Francia, con cui io Nadia Mussina Franco Melis – allora presidente del CR Liguria – avevamo imbastito tramite la delegazione regionale della PACA la possibilità di condividere in Costa Azzurra con les blues (garçons e filles) parte della loro preparazione olimpica. Ovviamente il progetto non fu mai preso in considerazione, malgrado una cena a Cairo Montenotte con i francesi in cui l’allora e attuale presidente mostrò (a parole) interesse. Allora la femminile delle Blues era 25^ e l’Italia 17^ nel ranking mondiale.
La femminile transalpina che all’epoca era uno sparring partner per le azzurre (qualcuno ricorderà il 10-0 di Roma!), ora le ha superate in classifica – anche se giocano nel Championship e perdere qualche punto è possibile – intanto nel Championship in corso ne ha presi 90 all’Irlanda che era 11^ al mondo prima del match e ne aveva sottratti 20 quando ha vinto la Nations Cup 2 anche alle azzurre con l’umiliante 0-4 subito dall’Italrosa a Gniezno, un po’ sbiadita dal color shocking della gestione di Roberto Carta.
Vero è che la preparazione olimpica e i giochi di Parigi hanno dato slancio a un team senza “scuola estera” tutto autoctono che significa investimento certo per il futuro, ma se qualcuno non avesse snobbato il progetto del tutto ligure MSM, che non sta per minimo sindacale mal-che-vada, ma per Mussina – Sirigu – Melis, forse anche le nostre squadre si sarebbero potute agganciare almeno per il pezzo preparatorio e quello successivo al TGV francese, che lavora con tecnici di primissimo livello.
Nel frattempo la Francia maschile fatto due Nations Cup, una buona olimpiade – l’Italia Roma fu 13^ su 15! – la World Cup ha sconfitto in amichevole ufficiale l’Olanda; nell’Eurohockey, alla sua seconda partecipazione consecutiva dopo la promozione dell’estate 2022, è in semifinale dopo aver fatto tremare la Germania reduce dalla Pro League. Qui il paragone con l’Italia non è più possibile, motivo di più cogliere quella straordinaria opportunità che la presidente di allora, Isabelle Jouin, era disposta a trattare con la FIH.
Se l’hockey italiano è fiero del successo nel Championship II della U18/M la Francia si è giocata sino al quinto shootout la medaglia d’oro dopo essere stata in vantaggio nei 60’ di gioco, l’omologa femminile pur retrocedendo come le azzurrine le ha battute con tutte ragazze di scuola francese, mentre fra le italiane una italo-tedesca è prossima all’addio all’hockey ad alto livello. Senza parlare dei successi a livello mondiale della U21/M dei transalpini.





