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#nazionale NON IMPORTA DOVE QUANDO O DI COSA: L’ITALIA VINCE SEMPRE

L’eccezione c’è, da tempo immemore, e si chiama hockey. Ha una sorella altrettanto povera – la pallamano – per il resto dovunque, comunque con chiunque l’azzurro è sovrano e rientra più che in politica e in economia nel G7

Nella foto lo stratosferico bottino della falange azzurra razziato in terra macedone

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Il Festival Olimpico della Gioventù Europea ha messo in mostra un’Italia da sogno prima del medagliere, sia come numero di ori (19) che come medaglie complessive 50) ed è la terza volta consecutiva dopo le edizioni del 2022 2023 116 ragazzi, 60 maschi e 56 femmine hanno portato a casa un bottino complessivo che in media fa una medaglia ogni tre partecipanti, con quai tutti gli altri piazzati ai primi posti o nelle finali. Questo dopo aver vinto già l’edizione invernale 2025, quando l’Italia targata CONI è stata ancora prima nel medagliere con sette ori sei argenti e tre bronzi.

Questo è solo il risultato più clamoroso delle ultime settimana. Vogliamo ricordare insieme la   cerimonia al Quirinale voluta dal presidente Mattarella che non si era perso una partita dell’Italrosa calcistica, e ha invitato in visita ufficiale con i vertici della FIGC le azzurre eliminate in modo sfortunato e forse anche truffaldino dalla partita che valeva l’europeo nella semifinale contro l’Inghilterra.
Ecco, mentre qualche zuzzurullone gode per la photo opportunity concessa agli hockeisti da Mattarella nella fugace apparizione del presidente in uscita dalla visita ufficiale di maggio al centro di preparazione olimpica del CONI. Gli sport che vincono o perlomeno competono al vertice vanno, su invito, al Quirinale.

L’oro non è un metallo contagioso non si prende per osmosi, lo si suda e lo si merita. Lo dimostra la coabitazione sullo stesso piano del palazzo delle federazioni fra FIS e FIH in viale Tiziano 74. Allora che dire dei mondiali di scherma in svolgimento a Tbilisi? Anche in Georgia le armi azzurre si impongono come ormai oltre un secolo all’attenzione all’invidia del mondo: oro nella sciabola e nella spada a squadre maschili, bronzo nel fioretto, a squadre femminili, più i bronzi individuali di Luca Curatoli nella sciabola Martina Favaretto e Anna Cristino nel fioretto oltre a due squadre in semifinale con la sciabola femminile e la spada maschile. 

Un bottino ancora più ricco e con metallo pregiato è in arrivo da Singapore nel mondiale di nuoto … e mancano compreso oggi ancora 4 giornate di gara  quelle più ricche di finali. L’Italia ha già fatto una bassa sia in piscina  (Simone Cerasuolo oro nei 50 rana, Thomas Ceccon, argento nei 100 dorso nella 4×100 stile con Carlos D’Ambrosio, Lorenzo Zazzeri, Manuel Frigo e bronzo nei 50 farfalla; Simona Quadarella, nuoto argento nei 1500 stile libero; Nicolò Martinenghi, nuoto argento nei 100 rana) in acque libere (Gregorio Paltrinieri doppio argento nella 5 km e 10 km; come Ginevra Taddeucci che aggiunge il terzo argento nella 3 km knockout; bilancio completato dai due fenomeni con Barbara Pozzobon e Marcello Guidi nella 4×1500 mista); nell’artistico (Filippo Pelati, bronzo nel solo libero maschile e in coppia con Lucrezia Ruggiero nel duo tecnico misto. Che fa meglio assiema a Enrica Piccoli, con l’argento nel duo libero femminile); e soprattutto dal trampolino (Chiara Pellacani che con Matteo Santoro sale per la quarta volta consecutiva sul podio del sincro misto a cui somma il bronzo nel trampolino da un metro).

Ormai senza pudore la nazionale femminile di pallavolo che vince ininterrottamente da 29 partite internazionali, mai come nessuno prima, e da Lodz, in Polonia, non lontano da Gniezno  dove gioca l’Italia di hockey, ha superato in 4 set il Brasile confermandosi regina della Volleyball Nations League. Il terzo titolo in quattro anni che fa da corona all’essere olimpionica in carica, tre volte mondiale fra campionato e coppa, tre volte regina d’Europa.  

Intanto l’Italia eri con la Croazia ha chiuso il suo girone dopo il pareggio con l’Austria e il successo risicato con la Polonia padrona di casa

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore