Era più adulto del suo più celebre compagno di squadra; sulla sua data di nascita erano sorte leggende ma ora sui prati davvero azzurri dell’aldilà l’età è l’ultima preoccupazione
Nella foto Sunder ultimo in piedi destra a fianco di Antonello Grivel in una delle ultime formazioni schierate dalla SH Co.Ge.Ca
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Fu il primo indiano ingaggiato da Paolo Bonomi, quello che contribuì in modo determinante al salto triplo dalla serie C allo scudetto fra il 1971 e il 1973 . Un primato che condivideva con il suo connazionale Kalahyah e centravanti dell’HC Napoli. Il suo impatto sull’hockey italiano fu comunque di gran lunga superiore. Pur pur non essendo mai entrato nella rosa olimpica era un autentico fuoriclasse e uomo squadra. È stato, tra i molti suoi connazionali, che hanno calcato i nostri campi, uno fra quelli che maggiormente hanno inciso certamente quello che a Vigevano e poi a Castello d’Agogna ha lasciato la maggiore traccia. Dopo la chiusura della squadra voluta dalla signora Elda Bonomi, prima ebbe anche una parentesi nel 1975 a Novara con TJG Pinto moquettes con cui conquistò la serie A, al termine della stagione 1984/85, si era definitivamente allontanato dall’hockey italiano. Salvo la brevissima parentesi che vide suo figlio protagonista iniziale con la nuova società.
Il suo maggiore rimpianto fu l’infortunio iniziale nel torneo di coppa dei campioni del 1974 che privò la squadra del suo appettò e la confinò all’undicesimo posto su 12 davanti solo all’Huovit di Helsinki





