Personaggi Storia

#storia PERSONAGGI (12) CON LUIGI TINTI L’HOCKEY ITALIANO PRIMEGGIÒ ALLE OLIMPIADI 

L’unico nostro connazionale a essere in campo in una finale olimpica. Accadde nel 1968 a Città del Messico, poi replicò con altre sei direzioni a Monaco 1972, una di queste- stabilendo un altro recordin coppia con Pensosi, che in campionato aveva esordito con lui. Per vent’anni fu ai vertici italiani, nel 1976 favorì l’ingresso di Giuliano Sancini

Nella foto la copertina ufficiale dei giochi della XIX Olimpiade che lo videro protagonista della finale con l’olandese Rob Lathouwers. Incredibile ma non esistono – a mia conoscenza – foto di Luigi Tinti
_________________________________________________

Ci fu un arbitro italiano tal top mondiale cavallo tra i Sessanta e i Settanta. Era così famoso che, come accade a Garibaldi, Beethoven o Picasso, molti ignorano persino il suo nome di  battesimo. Si chiamava Luigi era di Bologna e non aveva mai giocato a hockey. Fu arbitro olimpico a Messico 1968 e Monaco 1972 fra il 1968 e i1 1972 diresse 14 gare olimpiche non un record per l’Italia ma nessuno come lui mai a livelli così elevati1.
Arrivò all’hockey attraverso un amico e compagno di biliardo: Francesco Scarani2 che, tra una partita di biliardo e l’altra, un accosto e una bocciata  lo convinse a diventare arbitro.

Era un quasi trentenne perfetto sconosciuto quando il 30 maggio1954 debuttò. L’esordio fu in un derby emiliano fra CUS Bologna e CUS Ferrara, che lui ricordava sempre con emozione per la tensione per lo prese, in particolare quando un giocatore si rivolse in dialetto a un compagno dicendo “ben ma chi ‘el cl’ umanen le?3 debuttato nel 1954. Eppure ancora nel 1958 per la FIHP era ancora nella fascia allievi, ovvero gli arbitri semi esordienti

L’arbitro bolognese in quel decennio diresse 5 delle 10 partite che assegnarono gli scudetti. Come nel 1965 quando la finale del campionato di serie A gli fu fu affidata con il genovese Gino Lanfranchi; anche quell’anno con 15 presenze fu il più utilizzato. Intanto, arbitro ormai di punta aveva debuttato in Europa nel 1960 nell’amichevole Olanda – Svizzera dove  continuò ad essere chiamato come accadde il 10 ottobre 1964 con il suo mentore e amico Scarani a Poznan in Polonia – Spagna. All’epoca non c’erano europei mondiali, World League, Pro League e neppure Champions Trophy. La sola competizione internazionale erano le olimpiadi. A Città del Messico diresse otto partite olimpiche4 compresa una semifinale e la finale Pakistan – Australia e venne decretato miglior arbitro del torneo. 

Raccontava di non aver vissuto momenti particolarmente difficili salvo l’incontro Australia – Francia, quando con quest’ultima in vantaggio 1-0, fu impegnato in una giornata afosa a senza un attimo di respiro a 2240 metri di quota per tutto il secondo tempo nell’area francese da un’Australia indiavolata alla ricerca del pareggio che non trovò. Chiudeva sempre dicendo: “Credo di aver perso qualche chilo di peso…
Dopo il Messico, ebbe belle parole anche per gli azzurri: “Posso comunque affermare che con una preparazione accurata e con un lungo margine di tempo a disposizione, l’Italia, poteva senz’altro classificarsi davanti ad una Francia, ad una Argentina, Messico, Giappone, Inghilterra e, con un po’ di fortuna, meglio anche di qualche altra nazione”. Forse un giudizio edulcorato emesso per l’affetto che nutriva verso i suoi amici giocatori. 

Otto anni dopo la finale olimpica, quasi a lasciare, il testimone invitò Giuliano Sancini, ottimo arbitro di calcio di serie C e guardialinee di serie A, a entrare nel mondo hockeistico 

  1. Furono 6 le partite dirette da Tinti alla olimpiade Polonia – Francia 4-4; Germania Ovest – Belgio 5-1, questa gara in coppia con Pensosi, l’unica direzione. Tutta italiana  della storia olimpica; Pakistan Spagna; 1-1; Germania Ovest – Spagna 2-1; Malesia – Argentina 1-0; Olanda – Nuova Zelanda 2-0 ↩︎
  2. Entrò nell’hockey nel primo dopoguerra affiancandosi alla ristretta pattuglia, ma di qualità, che comprenda già i romani Lombardo Festa, Lionello Scodalupi, Lamberto Vasapolli, Mario Zovato, il milanesi Arrigo Chiarle, il ferrarese Zanzi, Sarti e il genovese Adriano Prevignano ↩︎
  3. Chi è quell’omettino?↩︎
  4. Pakistan-Francia 1-0 con lo spagnolo Salvatela; Kenia-Olanda 2-0 con Mannebak (Belgio); Australia- Francia 0-1 con Gamal (India); Pakistan – Malesia 4-0 con un  giapponese; Australia – Olanda 2-0 ancora con Mannebak; Belgio – Francia 3-0 con Schinner (Germania); la semifinale Australia – India 1-2, semifinale la terza volta con  Mannebak  e la finale Pakistan – Australia 2-1 f con Lathouwers (Olanda). ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore