Spiccano fra le 154 olimpiche escluse in questa fase le 17 con più di 200 presenze fra cui Laura Roper (360), Barbara Belen (330), Rocio Sanchez (328). In compenso risaltano le novità della tedesca Schwabe, della belga Alix Marien, della spagnola Julia Jimenez, dell’australiana Morgan Mathison e dell’inglese Paige Gillott sempre in campo. Il turn over fra le ragazze è staro maggiore di quello fra i maschi
Nelle foto la giovane rivelazione tedesca Sophia Schwabe e le statistiche della prima fase di Pro League 2024-25 rispetto alle giocatrici scese in campo alle olimpiadi
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La sostanziale differenza fra il gruppo di Parigi 2024 e l’attuale di Pro League è la presenza dell’India che fu eliminata nelle qualificazioni olimpiche. Sostanzialmente in questa Pro League, rispetto le ultime olimpiadi, sono rimasti esclusi gli USA oltre Giappone Sud Africa e Francia organizzatrice. Con le prime due che sono finite rispettivamente quarta e sesta nella recente Nations Cup giocata in Cile, mentre Sud Africa e Francia parteciperanno alla Nations Cup 2 a Walcz in Polonia dove saranno presenti anche le azzurre.
Le nove associazioni nazionali che giocano in Pro League femminile hanno iscritto quasi l’identica quantità di atlete rispetto ai maschi (441 contro 457) e sinora ne hanno impiegate lo stesso numero (243). Crescono nel confronto di genere le sempre presenti (55 a 43) e soprattutto le ragazze non presenti a Parigi 2024 (154 contro 134), scendono di conseguenza le reduci olimpiche (98 rispetto ai 141 uomini) ma il differenziale si riduce su quelle realmente utilizzate (88 contro 101).
Chi ha dato l’addio, salvo clamorosi rientri, rispetto a Parigi?
Due miti olandesi come Maria Verschoor (214) e Xan De Waard (218), le belghe Nelen (330), D’Hooghe (229) e l’acquisita Raye (220 di cui 155 con il Canada). Ricambio totale, ma forse non definitivo per la Spagna dove Carlos Garcia Cuencas ne ha escluse 10 fra cui Beatriz Perez (267), Lopez (255), Riera (211) nel club delle Over 200 caps più Begona Garcia, Laura Barrios, Torres Quevedo e pure Strappato, Bianca Perez, Iglesias e Sara Barros. Numericamente meno dolorosi ma non certo tecnicamente meno gli avvicendamenti argentini: Rocio Sanchez (328) e Campoy. Mancano all’appello anche tre Hockeyroos: Claxton (260), Peris (224) e Taylor. Pesante anche il ricambio fra le Danas: Lorenz (236), Pieper (290), Schroder (249), Stapenhorsrt (232) oltre Fleschutz e Horn.Il turn over post Parigi 2024 ha colpito anche l’Inghilterra che soprattutto paga la divisione con Scozia (Costello, Robertson, Watson) e Galles (Jones). Sono però inglesi Roper (360), Ansley (244) e French ad aver dato forfait. Solo la Cina ha confermato tutte le sue olimpiche, mentre il confronto con l’India non si può fare per la sua assenza da Parigi 20204, ma rispetto alle Quaifiers di Rourkela mancano solo Sonika e Nisha.
Quali sono le giovani esordienti o quasi messesi in luce in questa prima parte di Pro League 2024-25?
L’Olanda si è affidata a giocatrici esperte, anche a ad alcune che non hanno vinto l’oro a Parigi come van Laarhoven (sempre presente) e la portiera König che si è alternata con l’oro olimpico Veenedaal. La vera novità e Elin Jansen del Kampong ventenne campione del mondo in Junior World Cup 2023, non parente con la più celebre Yibbi. Il Belgio ha lanciato l’esordiente Alix Marien sempre presente in tutte le 8 gare, già protagonista in NCAA con la Old Dominions University. Mentre la diciannovenne Louise Dewaet del Braxgata e la ventenne Astrid Bonami, di origini toscane, che gioca con La Gantoise avevano già militato come titolari nella Pro League 2023-24. Fra le molte novità proposte rispetto alle olimpiadi, la Spagna ha fatto esordire la ventenne del Sanse Complutense Julia Jimenez che aveva già giocato con la nazionale iberica all’EuroHockey Indoor Championship di Berlino 2024.
Nel secondo gruppo della classifica, Ferrara ha finalmente lanciato, dopo le molte convocazioni e le ottime prove con le Leoncitas, Brisa Bruggesser del Ciudad ma cresciuta a Tandil nel Club Los 50. L’unica vera novità indiana è la ventiduenne Rutuja Pisal impiegata 5 volte dal coach harendra Singh, ma già argento mondiale di Hockey 5’s nel 2024 in Oman. Ha giocato con le Warrior Odisha in India League ma il suo club da professionista è Union Bank of india e gioca anche per il suo stato con Hockey Maharashtra. Chi ha fatto boom è la neo Hockeyroos Morgan Mathison, 24nne centrocampista del Brisbane Blaze, al suo esordio assoluto ma sempre impiegata in queste prime 8 partite da Katrina Powell.
Chi ha fatto meglio di tutte è Sophia Schwabe che non è un’esordiente assoluta, aveva giocato da diciottenne due volte in PL 2021-22 poi solo con le Juniorinnen. Adesso Janneke Schopman l’ha sempre impiegata e la ventunenne attaccante dell’HC Düsseldorfer l’ha ripagata con 4 gol di cui 2 nella partita con l’India quando è stata proclamata giocatrice del match. Meno giovane, ha 25 anni, l’inglese del Wimbledon Paige Gillott però anche lei all’esordio con il team A dell’Inghilterra sempre utilizzata e autrice del gol iniziale nel 2-2 con l’India, match poi vinto agli shootout. Nessuna novità di rilievo invece fra le cinesi.





