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#inevidenza (6) DAVIDE … CARBONE NEL COGNOME MA NON NELLA CALZA  

Atleta prima con I Galileo, poi a lungo con il  CUS Padova infine con l’US Grantorto. In questi ultimi mesi nel post Befana come allenatore e dirigente ha raccolto moltissimi “dolcetti”

Nella foto Davide Carbone dirigente, master e sullo sfondo della sfocatura il gruppo di Uras 2016 con – da sinistra – Serena Carbone, Bernucci Cucuccio, Carraro, Visentin

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#inevidenza (6) DAVIDE … CARBONE NEL COGNOME MA NON NELLA CALZA  

Atleta prima con I Galileo, poi a lungo con il  CUS Padova infine con l’US Grantorto. In questi ultimi mesi nel post Befana come allenatore e dirigente ha raccolto moltissimi “dolcetti”

@cuspadovahockey 

Nelle foto Davide Carbone dirigente, master e sullo sfondo della sfocatura il gruppo di Uras 2016 con – da sinistra – Serena Carbone, Bernucci Cucuccio, Carraro, Visentin

(Renato Sirigu)

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La messa in evidenza di Davide Carbone si deve agli ottimi risultati ottenuti nel suo primo quadrimestre di incaricato di sezione dalle squadre del CUS Padova. In questo periodo, la  prima squadra maschile ha ottenuto la promozione ritornando nell’élite nazionale dopo un biennio di Purgatorio. La femminile ha confermato la prima categoria. Le squadre giovanili hanno conquistato tra dei sei titoli messi in palio dalla FIH nella stagione indoor.
È stato eletto plebiscitariamente a ottobre alla successione di Gian Matteraglia, il suo mentore, che  lo aveva già sollecitato nel maggio 2024 a farsi carico della direzione della sezione hockey poco dopo il titolo indoor come allenatore dell’U16/M e mentre si apprestava a giocare la finale all’aperto contro l’Amsicora, poi persa per la sontuosa prestazione del fenomeno Atzori.
Il lavoro nelle scuole elementari sta dando i primi frutti con la partecipazione anche degli under 8 al circuito Promo di Nord-Est. Fra i bambini reclutati nell’istituto delle suore Dimesse di Padova anche il figlio Riccardo di sette anni. 

Davide Carbone ha un’altra figlia, acquisita per matrimonio, Greta Tomasin che merita una parentesi. Nella primavera 2022 a casa si cominciò a parlare di hockey anche con lei che faceva danza, a settembre dopo un brevissimo approccio col bastone Davide decise di farle indossare i cosciali; superata l’iniziale ritrosia Greta si rese conto di quelle potenzialità che altri avevano già intravisto e nella successiva primavera sfiorò il titolo under 12 perdendo in finale contro l’HF Lorenzoni. Da allora ha partecipato alla serie di trionfi del gruppo terribile di Manuela Semprini vincendo cinque titoli fra U14/F U16/F prato e indoor con l’aggiunta dei premi individuali, migliorando anche grazie ad un clinic per portieri in Olanda con SportWays. 

Anche Davide aveva cominciato alle medie con I Galileo, la società fondata da Renato Melai, vincendo nel 1988 i giochi della gioventù. Dopo la fusione con il CUS Padova era entrato con Mirko Faggian nel club del bucranio. I migliori risultati sportivi arrivarono dopo l’arrivo di Daniel Ruiz: due titoli sfiorati, il secondo posto dietro il Cernusco di Fernando Ferrara nel campionato indoor 1996 e a coppa Italia nel 1998 sfuggita in finale contro l’Amsicora. Un altro grande argentino che ha segnato il percorso agonistico di Davide Carbone è stato Mario Almada1 la celebre ala destra olimpica che giocava in coppia nella nazionale argentina con Jorge Lombi e poi con lui anche nell’HC Suelli. Erano gli anni che con Retegui, Rolo Perez, Ferrara, Rognoni quasi mezza nazionale dei futuri Leones arricchiva il nostro campionato.
Nel 2003, neppure trentenne, gli impegni professionali lo costrinsero all’abbandono. Rimase totalmente fuori per un oltre decennio sino quando l’amico Emanuele Carraro non lo richiamò all’US Grantorto, dove con Sandro Cucuccio in panchina, ottenne la promozione dalla B alla A2 nella finale di Uras nel campionato 2015/16. Da lì il passo con la molla del mondiale 2018 di Barcellona e Terrassa ai master del CUS Padova, con cui ha vinto diversi campionati veterani, è stato breve. 

Da ciò ha conseguito dapprima l’impegno con le giovanili come allenatore e poi qualche mese fa l’incarico di responsabile della sezione. Dove si è messo davvero in evidenza. Non solo per i successi (U20/M indoor 2025 e U16/M indoor 2024), ma anche e soprattutto per il rilancio di tutta l’attività a cominciare da quella promozionale. Resta l’incognita campo dopo la clamorosa marcia indietro della società sull’impegno per il rifacimento del dello stadio dell’hockey e anche della fase transitoria del ripristino del vecchio sabbione. Per ora si giocherà a Rovigo.

  1. Mario Almada idolo del Mitre di Buenos Aires visse a Padova la sua prima esperienza internazionale prima di approdare Club de Campo, Real Club de Polo de Barcelona; al Laren in Olanda; e in India nella Premier Hockey League per Orissa Steelers w poi nelle World Series Hockey con i Pune Strykers e nel frattempo nell’HC Suelli con cui giocò all’Amsicora la finale scudetto 2003 ↩︎

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore