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#internazionale VA ALLA NUOVA ZELANDA LA PRIMA NATIONS CUP SENZA L’ITALIA 

Mentre in Italia ci si avvia verso il primo decentrato, il resto del mondo che per decenni ci ha visto ottimi comprimari adesso ci è precluso, ma il coach perdente è stato confermato 

Nella foto le azzurre, qui con Justus, nella Nations Cup del 2002 quando giunsero quinte

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Si è conclusa in Cile la Nations Cup e per la prima volta dalla sua istituzione l’Italia femminile non era presente. Non troverete da nessun altra parte questa notizia perché alla voce del padrone questo non piace. Tutti gli  insuccessi vengono fatti passare sotto silenzio, infatti al termine della disastrosa stagione scorsa con il fallimento della qualificazione olimpica il mancato accesso al Championship europeo è arrivata anche la condanna alla Nations Cup 2, ovvero la terza serie dell’hockey mondiale per una squadra che sette anni fa si era classificata nona al mondo. 

La Nations Cup carta nel 2022 ha visto in questi cinque anni presenze di rilievo come l’India che ha vinto l’edizione inaugurale, la Spagna , second ai q del caso e poi prima nel 2023-2024 e anche del Sud Arica All’Estadio nacional di Santiago ha prevalso per la prima volta la Nuova Zelanda, dopo gli shootout sull’Irlanda alla sua seconda piazza d’onore consecutiva. Il terzo posto ha visto il derby panamericano fra USA e Cile con il successo del Diablas di casa; solo quinta la Scozia all’esordi anela competizione – 2-0 al Giappone – che chiude il torneo con tre vittorie e solo due sconfitte entrambe contro le prime due classificate; non fa più scalpore la crisi del Canada che continua e termina all’ottavo posto sconfitta nella finalina dalla Corea, anch’essa lontana dai suoi standard.

Le azzurre nelle 5 partite di Nations Cup del 2002 a Valencia avevano ottenuto ottimi risultati come il pareggio con la Spagna o i due con la Corea di cui uno tramutato in successo agli shootout e la vittoria sul Sud Africa nel quinto posto ottenuto da Robert Justus, poi nel 2024 Mondo colse 4 sconfitte su 5 gare e il settimo posto. 

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore