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#inevidenza (5) GIAME CARTA DALLA PROMOZIONE INDOOR  ALLA CORSA PER LO SCUDETTO 

L’atleta simbolo del club biancoverde, che è tornato in azzurro dopo un lungo periodo causato dal impegni di lavoro, ha riportato l’Amsicora nei campionati nazionali al coperto e continua a porre in evidenza il legame indissolubile con la sua maglia

Nelle foto Giaime Carta in azione premiato dall’assessore al turismo del comune di Potenza Picena Michele Galluzzo

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Giaime Carta si merita davvero l’evidenza per la prova maiuscola messa in campo a Porto Potenza al Pala Principi. Il principe è stato lui che ha ottenuto con l’SG Amsicora la promozione, sfuggita lo scorso anno agli  shootout, e i titoli di migliore giocatore e capocannoniere. Cosa inusuale nel nostro mondo, dove si cerca si “accontentare” più società.

In effetti è stato inaspettato e la prima volta per me. Mi era capitato di ricevere uno o l’altro premio ma mai tutti e due insieme. Anche se devo dire che Francesco Atzori, una piccola peste che ha fatto 8 gol tutti su azione e giocate spettacolari, se lo sarebbe meritato”.
Forse chi ha votato ha scelto esperienza e carisma di Giaime che ha avuto anche il merito di segnare tutti e due i  rigori che ha avuto a disposizione e sappiamo quanto sia difficile farlo nell’indoor, le nostre finali e soprattutto il mondiale l’hanno messo bene in evidenza. 
Sì è più difficile che sul sintetico perché la porta è più piccola, la distanza è più grande e il portiere è grosso uguale”.  

La promozione era un traguardo inseguito da un anno, dopo la delusione di Veroli e cercato con pazienza, pur senza mai poter giocare. Anche gli allenamenti sono stati fatti, con e come la femminile nello stadio di casa, appoggiando le sponde sul manto verde e allenandosi tre volte a settimana per tutto dicembre.
Poi a gennaio vista la ripresa  del campionato così ravvicinata dopo la finale indoor, abbiamo alternato gli allenamenti dell’indoor con quelli dell11, ma la settimana precedente ci siamo  rituffati ogni nell’hockey con le sponde”. Perché all’Amsicora l’allenamento è sacro come l’attaccamento alla maglia. 

Giaime è cagliaritano al 120% come dice lui, lo testimonia anche il suo nome scelto dalla mamma in onore di Giaime Pintor giornalista e scrittore cagliaritano caduto in guerra: “Lei quando mi aspettavo parcheggiava in via Giaime Pintor, scelse quel nome per non darmene uno uguale a uno dei nostri  54 cugini Carta”. Praticamente il calendari di due mesi risultava già occupato! Così con il nome sardo e un padre hockeista come Ignazio, il destino verso l’AMsicora era segnato. Una maglia cucita addosso come una seconda pelle.   

Io mi sento parte integrante del club. In passato diversi compagni di azzurro mi hanno invitato a provare in Spagna, piuttosto che in Belgio, ma io mi sento di dover trasferire ai più giovani il testimone, che per ora però mi tengo ben stretto come giocatore. All’Amsicora non siamo professionisti ma siamo professionali diamo tutto per il nostro club. Io alleno anche il team B e faccio assistenza nei campionati giovanili a Tisera, Ojeda e Manca”.
Oramai siamo alla viglia dell’11, ma torno a chiacchierare di indoor con Giame. Gli ricordo da quanto tempo – salvo la fina dei Veroli – non giocasse a 6, ovvero dal 2012. Era il 12 febbraio a Castello d’Agogna, quando anche lì come a Veroli la promozione sfuggi per un nulla: a aprite di punti e differenza reti  per qualche gol in meno segnato rispetto ai padron idi casa. Questa volta 13 anni dopo l’allora diciassettenne si è messo a vento segnando 12 gol, 9 su corto 1 su azione e come scritto 2 su rigore. 

Questo successo e soprattutto il nastro tricolore della femminile possono cambiare il destino dell’indoor in Sardegna?
Il problema sono gli impianti che vengono assegnati a chi li utilizza per tutto l’anno dal calcetto alla ginnastica. Ora grazie alle due vittorie forse avremo qualche precedenza. Il tema grande che potrebbe convincere anche le altre sarde sono i contributi regionali che per l’indoor non sono previsti . L’obiettivo è farli inserire nella legge”.
Un’ultima domanda cosa ti ha colpito del mondiale indoor?
La velocità di decisione nello smarcamento, come i giocatori in questo il migliore è Unterkirchen, attaccano il piede sinistro dell’avversario e tirano con il destro avanti per anticipare il colpo praticamente in tuffo”.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore