Giovane hockeista a cavallo dei due millenni, poi mamma e mami nel circuito di nord-est, il salto a dirigente, giocatrice ladies e infine allenatrice super vincente
Nelle foto Samuela Semprini con Gilles van Hesteren e con la sua squadra prima classificata in Italia

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Per essere stata quasi vent’anni lontana dai campi di hockey dopo una promettente carriera giovanile, troncata da una serie di infortuni e malanni alle caviglie Samuela Semprini da quando nel 2020 in piena emergenza COVID-19 fu chiamata da Gian Matteraglia, anzi il primo contatto l’ho prese sua moglie Cristina, di strada ne ha fatta e soprattutto di successi ne ha conseguiti.
Trova spazio nella rubrica “In evidenza” per il terzo successo consecutivo conseguito nel campionato U14/F indoor; un record superato solo in modo ufficioso dall’HF Lorenzoni che tra il 2011 e il 2014 vinse quattro volte il torneo sperimentale U16/F indoor e proprio per questa caratteristica di sperimentazione – senza nulla togliere all’impresa – non può essere assunto come record.
Colgo l’occasione anche per ribadire i motivi per cui non scrivo mai le parole scudetto o campione d’Italia per queste categorie e per questa specialità, perché lo vietano le carte federali. Lo scudetto si assegna solo nell’hockey a 11 ai campioni d’Italia e questi due titoli sono riservati solo chi vince i tornei assoluti di prima divisione, quindi non i campionati di categoria o di età (RGC art 70 comma 1). Chi vince i titoli assoluti maschile e femminile indoor invece si fregia del nastro tricolore (RGC art 70 comma 2) ed è campione d’Italia, tutti gli altri sono solo vincitori del proprio campionato. Dato alla regola, quello che spetta alla regola, ritorniamo ai successi di Samuela.
Intanto, conosciamo insieme le sue radici. Nasce a Cittadella in provincia di Padova da papà romagnolo di Rimini e mamma svizzera di origine italiana ma di madrelingua francese che proprio nel padovano si incontrarono. Comincia a giocare a 6 anni con l’US Grantorto a 13 anni passa al CUS Padova, ben presto viene inserita nelle selezioni delle nazionali femminili giovanili, ma la lassità dei legamenti di una caviglia le preclude la carriera agonistica che riprenderà solo, grazia alla figlia maggiore, molto più avanti con il ruolo di mamma delle ragazzine dell’US Grantorto nell’ambito del circuito promozionale di nord-est e e successivamente con la sua attività dirigenziale nel CUS e quasi nel contempo con l’inserimento nelle ladies, con un breve passaggio come mami.
Siamo nel 2020 la sezione hockey del CUS Padova le affida l’incarico di dirigente delle squadre giovanili femminili in un progetto che raccoglie le ragazzine non solo del capoluogo ma della provincia per cui mette insieme tre club CUS Padova CSP San Giorgio e US Grantorto più 3 ragazze di Piove di Sacco e una di Rovigo. Il primo allenatore fu l’azzurro Sergio Trevisan, ma proprio al termine di quell’anno decise senza preavviso di trasferirsi in modo definitivo in Belgio. Quindi, l’incaricato di sezione Gian Matteraglia chiese un ulteriore passo avanti a Samuela che provò a schermirsi, ma alla fine accettò. Il suo hockey era chiaramente molto datato e proprio per questo cominciò a studiare – forte della sua conoscenza, oltre che del francese e dell’inglese, anche della lingua tedesca – in particolare l’indoor; si abbeverò alla fonte principale dell’Hallen Hockey.
Il gruppo inizialmente comprendeva ragazze quasi bambine del 2009 con l’eccezione dei 2007 Anna Del Negro, Irene Dorigo ora all’estero e Marian Barbieri (2008) proveniente dall’US Grantorto come le figlie di Samuela Beatrice (2009) e Arianna Prendin (2013). I primi allenamenti si svolsero a Padova e la piccola Arianna viaggiava ancora sul seggiolino con la mamma e la sorella Beatrice e l’altra ragazza di Grantorto. La prima stagione non fu un trionfo nel 2020-21. La squadra partecipò solo al campionato U14/F all’aperto, perché i campionati indoor erano ancora bloccati a causa della pandemia, giungendo ultima nel suo girone con un solo punto conquistato.
L’anno successivo arrivarono già le prime medaglie: furono quelle di bronzo nell’U12/F e nell’U14/F indoor. Il primo titolo giunse nel 2023 proprio con l’U14/F indoor replicato nei due anni successivi ovvero sino a questo che ha visto anche il trionfo nella U16/F indoor e nel 2024 con l’U14/F all’aperto. Per un totale di cinque successi di categoria complessivi ottenuti da Samuela Semprini.
Cosa c’è da porre in evidenza in questo racconto? Due fatti il primo la scommessa fatta da Gian Matteraglia, una scommessa di solito perdente, di riunire sotto un’unica maglia ragazze provenienti da più realtà seppure viciniori. Il raggiungimento dell’obiettivo è stato possibile solo grazie alla personalità di Samuela e alle sue capacità relazionali, a mezza via tra mamma e sergente di ferro, compiendo l’impresa di fondere più realtà differenti e farle sentire parte di un’unica famiglia senza perdere quasi nessuna delle ragazze iniziali. È su questo scoglio che si infrangono le aspettative di questi progetti.
Il secondo aspetto è la capacità di apprendere aggiornarsi e evolversi di Samuela. Anzitutto con i corsi per L1 e L2 internazionali tenuti da Tichelmann e van Hesteren, ma anche grazie all’inserimento dovuto a Luca Fabrizio nello staff delle nazionali giovanili diretto da Roberto Carta; un’esperienza fatta sul campo con continuità grazie ai due silurati dalla FIH, che ha aperto nuovi orizzonti e ha ulteriormente fatto crescere le competenze tecnico tattiche di Samuela. Il terzo fattore ma non meno importante è la feroce volontà che la contraddistingue e soprattutto la capacità di trasferirla alle sue allieve sottoposte ad allenamenti intensivi, anche dal punto di vista atletico che hanno fatto la differenza sul campo e nei risultati.
Oggi Samuela allena le squadre U14/F e U16/F del CUS Padova e la U20/F – finalista indoor anche questa – con Mirko Faggian in continuità con la prima squadra, con le più grandi del suo gruppo iniziale (Anna Del Negro e ora Anita Petrillo) oramai inserite in quel circuito, tranne le uniche quattro che si sono perse strada facendo: Jessica Kaur 2008 di Rovigo, Alice Powar, nipote di Kulwant Singh e figlia di Johnnie Power di Piove di Sacco come l’amica del cuore Nicoletta Donà tutte e tre del 2008 lo scorso anno e una delle ragazzine di Padova. Comunque, compensate da i nuovi innesti di Anita Petrillo (2007) e Cecilia Lusini (2009).
Davvero un nulla, segno della capacità relazionale di aggregazione, rispetto al suo gruppo che comprende: Greta Tomasin 2011 portiere, Anna Scudier 2011 difensore, Miracle Osita 2011 difensore, Caterina Rossi 2012 attaccante, Teresa Faggian 2013 mediano, Deborah Bissacco 2010 attaccante, Annabel Osita 2009 attaccante, Caterina Riello 2008 attaccante, Sofia Paccagnella 2013 attaccante, Mia Vittadello 2014 portiere, Patricia Vallejo-Gasparri 2014 terzino queste di Padova. Le casalesi Angela Marchioro 2010 portiere, Giulia Rossi 2010 difensore, Marta Bonisolo 2009 centrocampista, Gaia Prearo 2010 libero e da Grantorto Marian Barbieri 2008 terzino, Beatrice Prendin 2009 centrocampista, Arianna Prendin 2013 centrale.
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