Dalla Deutscher Hockey Bund una lezione di differenziazione che altri cominciano a seguire e che per federazioni minori come l’italiana può essere colta solo in parte, ma i progressi di specializzazione di Namibia e Croazia la persistenza dell’Iran e soprattuto gli exploit femminili di Polonia Namibia e Tailandia stanno a dimostrare che l’indoor è un percorso da non sottovalutare
Nella foto il trionfo mondiale, anche in streaming, della Germania non accadeva dal 2011
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La giovane Germania di Matthias Witthaus ha stupito il mondo asfaltando tutte le avversarie sino alla finale, dove pur dominando sul piano del gioco e delle occasioni è stata fermata dalla oliatissima macchina austriaca sul 6-6. Poi l’estro e la freddezza dei suoi due giovani talenti – il portiere Onyekwue Nnaji e l’attaccante Hasbach – nella drammatica sfida agli shootout le ha reso ragione e merito. Witthaus ha schierato una squadra con un’età media di poco più di 24 anni, con 6 elementi dai 22 in giù, contro gli oltre 29 di media dell’Austria di Tomasz Smidt, che in quella fascia ha solo il 22nne Losonci, che gioca nell’Harvestheuder THC con Pöhling, von Schwering e il secondo portiere Dietzer. Non solo dei 12 campioni solo Onyekwue Nnaji ha giocato (1 presenza su 4) in Pro League e nella rosa di 43 oltre lui c’è solo Brilla. Fra una settimana la Germania di Henning con altri giocatori 18 sarà a Bhubaneswar per giocare contro due volte contro India e altrettante con l’Irlanda. Ad esempio al contrario la Polonia nella prossima Nations Cup 2 in Oman porterà 10 dei 12 di Parenzo, tutti tranne i fratelli Pawlak.
Come la Germania anche il Belgio che in Pro League non ha in rosa neppure il capo cannoniere del mondiale Simar, ma solo Engelbert, che però non ha ancora mai giocato. Analoga la posizione di Australia e Argentina, tutte ovviamente con head coach diversi dall’11. La differenza fra il team di Witthaus e gli altri tre di Bergez, Herrington e Lanzano è l’età. L’Australia a Parenzo ha addirittura sempre schierato due ultra quarantenni, il Belgio ha 8 trentenni su 12, l’Argentina due soli U21. Ovviamente i 12 tedeschi mondiali sono specialisti dell’indoor, come quasi tutti i loro connazionali, ma sono scelti perché non sono o non sono ancora fra i primi 30/40 miglior della DHB e sopratutto giocano un campionato performante che dura tre mesi interi da fine novembre a fine gennaio chiusi con la finalissima fra Harvestehuder e Crefelder e e si basa su partite di 60’.





