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#mondo DALLA NUOVA ZELANDA UNA LEZIONE DI INCLUSIONE

Complice la Pacific Cup di hockey5s dalle acque del Pacifico non è emersa una nuova terra, ma un modo diverso di fare inclusione con l’hockey, una modalità attuabile anche in Itala e che aprirebbe strade impensate di nuovi introiti monetari. Hockeylove è sempre attento osservato e propositivo per il bene della federhockey

Nella foto la formazione delle Isole Fiji a Suva che nel torneo si sono dovuti inchinare ai cugini fijani in campo con i colori della Nuova Zelanda Fiji

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La recente Intercontinental Cup di hockey5s fra Fiji, Vanuatu, Tonga, Isole Salomone e Samoa – con la sola rinuncia di Papua Nuova Guinea – giocata a Suva dopo 8 anni di assenza però ha avuto il merito di proporre la Pacific Cup aperta a due squadre non nazionali: Fiji Warriors un team B e la più interessante presenza femminile di NZ Pasifika e maschile NZ Fiji. Mi piace raccontarvi la loro storia. Si tratta di formazioni della Nuova Zelanda che fanno capo a una organizzazione – New Zealand Heritage – neppure inserita nella associazione nazionale neozelandese, si tratta di una fondazione no profit che promuove le diverse culture e provenienze etniche della nazione. Così Fiji Pasifika raccoglie le hockeiste provenienti delle isole minori dell’oceano, poi ci sono NZ Fiji, NZ Maori, NZ Asian, NZ Indian Sports.

Ecco siccome penso che le intuizioni degli altri vadano colte e proposte in chiave nostrana sostengo che un’iniziativa di inclusione a livello nazionale che raccolga in Italia gli hockeisti per esempio di origine albanese, rumeno / moldava, russo /ucraina e delle altre ex repubbliche, cinese, asiatica, africana, araba  potrebbe diventare un progetto di inclusione che oltre che promuovere e migliorare il livello di questi hockeisti – tutti inseriti nei nostri club – sopratutto potrebbe consentire l’accesso a cospicui finanziamenti pubblici e privati da UE, Stato, enti locali, fondazioni e altro per incrementare e diversificare l’unica entrata FIH: quella di Sport e salute.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore