Personalità spiccata, grande esperienna hockeistica e ora dirigenziale. Ha rifondato, dopo anni di bui, il settore giovanile dell’Amsicora affidandosi a professionisti capaci e di valore. Ora si propone di fare lo stesso per tutta l’Italia con una FIH trasparente, efficiente ed efficace
Nelle foto sotto Fabio Mureddu ieri capitano, oggi dirigente sopra

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– Perché dovrebbero votarti?
“Perché per una crescita del movimento abbiamo bisogno di donne e uomini con background dirigenziale e sportivo virtuoso, che mettano il loro impegno al servizio dell’hockey. Il rispetto dei ruoli è fondamentale e penso che la mia carriera sportiva e dirigenziale si sia basata su questo concetto”.
– Di cosa vai più fiero in questi anni di dirigenza all’Amsicora?
“Aver investito nella formazione tecnica per il settore giovanile rispetto alla ricerca spasmodica di vittorie con le seniores; aver creato collaborazione tra tutte le sezioni della polisportiva con scambi di competenze professionali. Abbiamo riportato l’Amsicora alle finali nazionali giovanili, tornando a vincere con i maschi e creando una solida base che parte dall’U12 con le ragazzine”.
– Quali sono i punti del programma condiviso con Flavio La Gioia che senti più tuoi?
“Tutta la programmazione del SSN e del SAN con attenzione mirata a sviluppo di campionati e selezioni. In particolare: con incarichi quadriennali agli staff azzurriper consentire una programmazione di medio e lungo termine. Soprattutto implementeremo un nuovo sistema di selezione e alta formazione continua e decentrata per le nazionali giovanili, a partire dai 12 anni, collegato a un campionato delle Regioni, iniziativa basilare per scoprire e coltivare i talenti giovanili, collegando le rappresentative regionali all’attività delle nazionali giovanili. Assicureremo la partecipazione ai campionati europei giovanili prato e indoor, e Hockey 5s, promuovendo tornei in Italia e all’estero per le categorie non contemplate dall’attività internazionale. Ridurremo, nel tempo, il ricorso a giocatori e giocatrici di formazione estera che sarà indirizzato a chi possa elevare il livello tecnico-atletico delle squadre nazionali”.
Cosa pensi di poter realizzare come consigliere federale?
“ Vorrei, con tutto il consiglio, ristrutturare il SAN con un sistema informatico efficiente, collegato al tesseramento, per migliorare la comunicazione e semplificare i processi burocratici, così che la composizione dei gironi e la compilazione dei calendari nazionali sia immediata pochi giorni dopo la scadenza dei termini di iscrizione. Tutti i calendari regionali dovranno essere pubblicati entro il 15 settembre garantendo una migliore pianificazione per tutti i club. Inoltre, rimodulare la stagione agonistica su tre periodi: autunnale e primaverile per tutte le competizioni prato e invernale per l’indoor. Questa suddivisione permetterà una migliore gestione delle competizioni e un aumento della qualità del gioco. Rivedendo i criteri della partecipazione giovanile, per premiare le società che dimostreranno eccellenza sia nella partecipazione che nei risultati sportivi”.
– Quali le prime cose da fare?
“In primis, la revisione carte federali, da lì devono partire le regole che creeranno la trasparenza e l’ordine che manca”.
– Quanto conterà il lavoro di squadra nel nuovo consiglio?
“È fondamentale essere collaborativi in seno al consiglio e non solo ostruzionistici perché chi siede lì rappresenta la totalità del movimento e non deve farsi latore di interessi di parte ma progettare e programmare le buone prassi che rilancino la federazione, le società, l’attività e i risultati”.





