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#campionato COPPA FEDERALE SE LA AGGIUDICA MONCALVESE

Ii CSP San Giorgio  perde la seconda finale sulle tre edizioni sin qui giocate la prima in casa contro Superba e questa di misura (1-2) sul campo esterno del club astigiano 

Nella foto il capitano Dorian Tabaku che ha alzato la coppa federale di fronte al suo pubblico

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Con la seconda vittoria per 2-1 l’US Moncalvese si porta anzi tiene a casa, visto che si è giocato all’Umberto Micco la coppa federale 2024. La squadra di Piero Amelio e Andrej Mysliwiec ha prevalso al termine di  due partite molto equilibrate, che obiettivamente avrebbero potuto avere un altro esito finale nel punteggio, grazie ad alcuni fattori: la consapevolezza delle proprie possibilità la buona propensione a giocare di squadra e le felici intuizioni tattiche in alcuni momenti chiave delle gare. In un quadro di giovani che sia CUS Pisa e San Giorgio oltre il team di Moncalvo hanno messo in campo la prestazione del bielorusso Alexey Trafimchuk ha fornito un’utile personalità in più al centro della difesa corroborata da un fisico importante e da un’indubbia capacità di portare avanti la palla non solo con il flick da cui ha tratto beneficio tutta la squadra di casa.

La partita di finale ha visto il vantaggio dei casalesi di Zorzan e Nalin concretizzato da Moro al termine della prima metà di gioco, pareggiato da Nosenzo su rigore a fine del terzo periodo e poi nel quarto il gol vincente di Ardolino su azione ha rotto l’equilibrio a favore degli aleramici in un quarto che raramente ha visto le due squadre a giocare 11 contro 11.

In precedenza il CUS Pisa con un netto 5-1 ha riscattato la sconfitta di misura nella semifinale di ieri contro la US Moncalvese che avrebbe potuto avere un esito diverso se nel finale dopo aver accorciato le distanze non l’avesse sprecato una mega occasione praticamente a porta vuota. 

Si sa le partite sono fatte di episodi e come giustamente sottolinea il coach della squadra di casa Piero Amelio contano i particolari: “Il vantaggio di giocare in casa di dormire nel proprio letto di saper gestire le situazioni e quel pizzico di fortuna che non deve mai mancare se vuoi vincere. L’equilibrio fra le tre squadre che hanno occupato il podio sicuramente si spiega in questo modo e non mi lamento certo del fatto che a noi sia andato bene”. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore