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#campionati COPPA ITALIA/F TRANNE L’AMSICORA TUTTE LE BIG ALLA FASE FINALE DI BRA 

Lorenzoni supera Potenza Milano vince con Butterfly Torino espugna il campo della Lazio  la Ferrini si impone a Amsicora dopo gli shootout 

Nella foto la formazione milanese che a Cernusco ha ottenuto la prima Final Four di Coppa Italia della sua giovane storia

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Torino è arrivata alla prossima finale dopo il secondo posto alla spalle delle braidesi con i successo di Roma sulla Lazio. Una vittoria maturata dopo un avvio molto equilibrato, contrastato dalle biancocelesti di Luca Angius ben messe in campo. Poi la qualità e la panchina lunga del team assemblato con molta cura e ampio ricorso al mercato sudamericano, ma non solo da Stefano Ferrero hanno fatto la differenza.
Differenza che si è concretizzata con l’ingresso dalla panchina della azzurra in attività oggi con più presenze, quella Dalila Mirabella che con Eleonora  Di Mauro ha pagato la “cattiveria” lanciata contro la loro ex squadra. Suo l’assist al primo tocco di palla che con una giocata geniale ha permesso il vantaggio segnato dalla neo arrivata dal Banco Provincia di Buenos Aires Isabela Santi.
Poi sono arrivate la doppietta di Galli e i gol sempre tutti argentini di Costa e Briski. Assente fra le torinesi – ma si riprenderà per la Final Four – l’altra argentina Barrera che con le ottime Farina, Safronchik la cilena Barrios (che potrebbe vestire la maglia della sua nazionale) e le altre sudamericane Sirchia, Costilla Martinez, Cortes  e Betti compongono la folta colonia latina a disposizione d Ceballos. 

Più combattuta rispetto a punteggio finale (3-1) la partita di Cernusco, con il Milano che però si è portato in vantaggio sul 3-0 prima di subire il gol di Di Paola, tardivo, come l’ultima occasione a pochi minuti dalla fine per le farfalle romane guidate in mezzo al campo dall’ottima Franceschini, di riaprire la partita.
Decisiva la prova di Norbis che con la sua doppietta ha spianato la strada al team di Rivero, ma è tutta la squadra che beneficia dell’innesto della reggiana Ascione, della crescita delle giovani cernuschesi Rampi, Pressato oltreché dall’apporto dei talenti locali Dal Mas, Marroccoli Totolo e dell’esperienza di Giulia Pacella, Mezzalira leader della pattuglia veneta.  

Combattutissimo invece il derby di Cagliari. All’Amsicora la Ferrini ha giocato una partita di grandissimo carattere con una prova difensiva davvero maiuscola,. Dove Ivakhnenko, Muccell e Konsek hanno minimizzato le pur numerosissime occasione delle amsicorine, tradotte in gol solo dalla spizzata della giovanissima Gallino. Per il resto, dove non è arrivata D’Ascola – enorme la sua prestazione – che ha più volte vinto 1:1 con Valenti brava a smarcarsi meno a segnare, ci ha pensato l’imprecisione delle attaccanti di Roberto carta. Che però ha patito l’immediato infortunio di Grinbaum e l’assenza di Vynhoradova.
Questo però nulla toglie alla prova delle rossoblu che oltre al corto del pareggio segnato da Muccelli hanno avuto un’altra occasione sempre su corto stoppato proprio sulla linea di porta. Così D’Ascola agli shootout ha fatto valere e ha coronato la sua giornata straordinaria. All’Amsicora resta la consolazione di avere un’ossatura che con Khilko, Meridione, Arzelan, Fiorelli è di primissima qualità.

Senza storia nel punteggio in particolare la partita di Bra dove Lorenzoni già nel primo quarto è andata sul 3-0 complice l’emozione e alcuni errori difensivi davvero imperdonabili della ragazze picene. Più equilibrata la parte centrale della gara con secondo il terzo quarto chiusi con un goal per parte. nell’ultimo invece è ritornata con prepotenza fuori Lorenzoni che ha chiuso definitivamente la partita.

  

Risultati e marcatrici dei round 2 di Coppa Italia
HF Lorenzoni – Hockey Potenza Picena 6-1(De Biase 3, Gilardi, Galimberti, Chiesa; Scarone)
Lazio – Torino Universitaria 0-5 (Santi, Galli 2 , Costa, Briski)
Milano HP – HCC Butterfly 3-1 (Norbis 2, Aguilera; Di Paola)
SG Amsicora – Pol. Ferrini 1-4 (dso) (Gallino; Muccelli)

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore