Interventi puntuali, serrati e competenti. Alessandra Arscone, Nicoletta Dacrema protettrice dell’Università di Genova e dirigente CUS, Ludovica Mantovani la donna che ha portato il calcio femminile in televisione e all’attuale boom sostenitrice dell’hockey attraverso il trofeo Ravano, Martina Perani, Samuela Semprini, Luda Vyhanyahilo, Imre van Wagtendonk, Sabina Zampetti hanno fatto la parte delle leonesse con i contributi di Bruno Ruscello Nicola Giorgi, Roberto Justus, Tommy Livoli, Renato Melai, Gianni Rossi
Nella foto il riassunto dei temi sviscerati e delle indicazioni delle hockeisti e delle esperte
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Il tema agire in rosa azioni per lo sviluppo dell’hockey femminile in Italia è stato svolto con profitto nel corso di quasi due ore di interventi incessanti e incisivi che hanno toccato ogni ambito dal come fare promozione al rapporto con la scuola al difficile travaso da questa ai campi da gioco al valore degli e delle istruttrici e allenatrici all’esempio fondamentale che esercitano sulle giovani le prime squadre al sogno delle squadre nazionali, ma con la consapevolezza che le risorse maggiori andranno destinate proprio alle fasi di promozione e reclutamento. Tutto questo – è la prima volta a cui ho assistito a una simile proporzione – in una conference call hockeistica che ha raggiunto e superato l’effettiva parità di genere nel numero degli interventi e sicuramente con una prevalenza nei tempi occupati dalle donne. Il trio di punta della lista La Gioia (lui stesso con Melis e Mureddu) si sono limitati ai saluti alle brevissime introduzioni lasciando spazio alla moderazione di Sandro Cucuccio, che ricordo non è solo microfono e cuffiette ma è stato anche allenatore e ora professionista di sport. Ha consentito anche qualche simpatico siparietto fra i protagonisti degli interventi che fra di loro hanno interloquito, per alleggerire il clima davvero molto dottorale e competente.
Alessandra Arscone – in risposta alla curiosità di Renato Melai – ha ben spiegato il modello Genova su promozione reclutamento, rapporto con la scuola e inserimento nel club che ha trovato in Ludovica Mantovani lo sponsor più entusiastico grazie al trofeo Ravano dove l’hockey è il secondo sport dopo il calcio con 400 presenze di cui 200 femminili ogni anno da tre anni a questa parte. Ragazze che ora si trovano allocate non solo nel Genova HC ma nell’HF Genova 1880, Bad Lake, Rainbow e nell’HC Xeneize, con la notizia data in diretta dalla protettrice dell’Università di Genova Nicoletta Dacrema della prossima riapertura della sezione femminile hockey del CUS Genova. Non da meno, anzi molto superiore nei numeri con 93 scuole coinvolte in Piemonte, il racconto da Torino di Luda Vyhanyahilo, che ha ricordato la necessità di reclutatori motivati, l’obiettivo di avere campionati giovanili realmente regionali, il dovere di aiuto da parte della FIH che non si è certo manifestato a suo dire con l’abolizione del campionato U18/F che lascia al palo dell’inattività moltissime ragazze. A questo ha fatto da contraltare l’intervento di Nicola Giorgi rientrato nel settore femminile del CUS Pisa, dopo i disastri della gestione del vicepresidente federale Stefano Pagliara, che ha raccontato il suo primo approccio attuale “Ho chiesto quante ore avete fatto nelle scuole in questi anni ? Mi hanno detto 250 all’anno. Quante ragazze avete portato sul campo? Due. Allora abbiamo sbagliato qualcosa e prendiamo esempio da chi sta lavorando bene”. Qui sono caduti a fagiolo gli esempi di Genova e Torino.
Martina Perani, che ha riscosso un successo personale con il suo intervento, ha sottolineato i concetti di inclusione partecipazione che lei ha trovato nelle sue esperienze in Olanda e Spagna ricordando che le ragazze in apparenza meno competitive sono molto più disciplinate per cui quando inserite davvero offrono un valore aggiunto in particolare quando sono da esempio alle più giovani con la presenza delle prime squadre. Da ascoltare per intero, quando sarà pubblicata la registrazione sul profilo Facebook di Flavio La Gioia presidente, gli interventi di Samuela Semprini, Imre van Wagtendonk, Sabina Zampetti. Quest’ultima unica italiana a essere stata sino al 2024 nel board della EHF. Il suo contributo di peso internazionale anche quando ha interloquito con Ludovica Mantovani sul reale “Equally Amazing” dell’hockey promozionale genovese o sull’engagement strategy del CIO a cui la FIH si deve ispirare; questo assieme all’esperienze olandesi rappresentate da Imre, più che possibili e di semplice attuazione, hanno avuto un altro contraltare olandese – perché sono i migliori che devono essere ascoltati – quando Robert Justus ex head coach dell’Italrosa e attuale allenatore nella Hoofdklasse in corsa per il titolo olandese ha detto: “Non solo è importante che nazionale e club giochino tante partite ma è fondamentale che le risorse maggiori vadano destinate alle giovanili e alla formazione”.
Inserite in questo contesto anche le Lectio magistralis, di Bruno Ruscello e Gianni Rossi calate nella attualità da Tommy Livoli, sulla necessità di concretezza attingendo anche a modelli che hanno portato a ottimi risultati come il bronzo europeo U21/F battendo in finale l’Olanda, utilizzando ora le analisi dell’osservatorio nazionale del talento dell’Università di Tor vergata a cui lui stesso Ruscello partecipa, perché l’Hockey ha le qualità richieste per essere diffuso. Al pari Gianni Rossi che , sempre con esempi concreti a partire dal 1985 in poi, ha parlato di un modello italiano possibile, perché con questa qualità ci sono i presupposti per crescere davvero.
Nutrito e di valore anche il parterre che si è limitato all’ascolto con personalità di esperienza in ruoli ruoli di presidenza di società, in consiglio federale, di campo nelle squadre nazionali e negli staff. Come nella attivissima chat a latere della call, c’è chi ha elencato i possibili bandi attivi della comunità europea a cui attingere finanziamenti pressoché immediati, perché come è stato detto i soldi non sono solo nei bandi di Sport e salute a cui le società possono accedere direttamente, come delle fondazioni nazionali e territoriali. Risorse mai attivate da questa gestione ormai in scadenza.





