Copia La Gioia con un documento tutto da definire, lo fa però otto mesi dopo e sotto assemblea. Manda le prime versioni solo ai fedelissimi, che poi mi inondano la posta di e-mail fotocopia. Questo sarebbe il candidato sicuro di vincere? Non una parola su arbitri e SAN due delle criticità maggiori. Cancella di fatto il settore squadre nazionali. Settore su cui prende topiche pazzesche
Nella foto al centro la copertina del programma della “coalizione” che sta andando in overbooking consiliare ovvero promettendo più posti di quelli disponibili
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Più che un programma una resa. 3.000 parole di nulla, non una sui risultati conseguiti (che in effetti non ci sono) né sulla crescita dei praticanti, nel numero di squadre, nei risultati internazionali, anche politici, se non un’asserita stabilità di bilancio, che si contraddice con il continuo “bambole non c’è più una lira”. Esclude persino la possibilità di accendere mutui per i campi.
Invoca clemenza per “anni difficili a causa delle note vicende nazional e internazionali”come se le altre FSN di CONI e CIP che hanno saccheggiato di ori, medaglie e piazzamenti olimpiadi e paralimpiadi vivessero su Marte, loro!
Parla di “senso di prestigio, sicurezza e gioia agonistica” non certo il suo, a livello internazionale trombato da un greco e un portoghese, e la gioia (semmai è per il candidato Flavio!) non è di sicuro degli hockeisti che devono rincorrere i continui cambiamenti di regole, fasce d’età, specialità, formule, date, adempimenti …
Scrive di programmi condivisi, quando perfino i suoi più stretti collaboratori lamentano di essere all’oscuro di molti scelte. Tralascio le altre amenità per non tediarvi troppo. Vi dico solo che enumera 64 (sessantaquattro!) linee programmatiche più di una lista della spesa al supermercato. Specificandone solo 5, fra cui i “campi social” come se gli impianti sportivi dovessero diventare punti di incontro per messaggistica o “unione/gruppi società di campionati” spiegando però che è in elaborazione!
Il bello però arriva dove nell’elenco del libro dei sogni, dopo 13 anni di gestione, invita, o meglio ordina “l’esonero totale da quote e tasse da parte delle famiglie e delle società” nel settore femminile. Se leggesse ciò che ha scritto – spero che non lo abbia fatto – significa che il prossimo consiglio delibererà l’impossibilità per i club di esigere quote sociali o di partecipazione ai propri associati!
Prevede persino che nel quadriennio che “Il miglioramento dei campi di gara dal punto di vista economico finanziario non dovrà prevedere mutui ovvero finanziamenti federali” limitandosi una tantum – ovvero una sola volta – a una “compartecipazione economica della FIH”.
Scopiazza malamente la proposta del gruppo “L’Hockey cresce” con la proposta di nazionali giovanili U12 e U16 però si è fumato la U14. Quando per anni ha rinunciato – persino nel 2024 – a tutti gli europei di queste categorie. Prevede la misurazione del talento con un “criterium” oggettivo come se l’hockey fosse velocità pura, sollevamento pesi o corsa di fondo.
Fissa come obiettivo per le squadre nazionali il 25° posto al mondo cioè retrocessione pazzesca delle donne e stallo dei maschi. Poi la chicca dell’ignoranza, comprese le maiuscole ad minchiam: “Squadre nazionali Giovanili esclusivamente con atleti italiani in Campionati italiani”. Carissimo Sergio ti informo che per giocare in nazionale bisogna essere italiani/e, semmai avresti dovuto scrivere di “scuola estera” come ti ho insegnato.
Comunque nel quadriennio 2021/24 solo tre ragazze (Angiò, Musci Sarmiento), nessun maschio, hanno giocato con le giovanili azzurre per un totale di 16 presenze su 144 complessive, ovvero il 9%. Una di loro vive a Roma, la tua città, da quasi una decina d’anni e ha sempre giocato con la Lazio! Chi pensi di prendere in giro con queste sparate? Oppure sei proprio digiuno di hockey? Fai capire agli hockeisti chi sei.





