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#veterani  L’ITALIA DELL’HOCKEY PERDE LE REGIONI E DIMEZZA LE SQUADRE

Nel ciclo olimpico 2021-24 le squadre al trofeo delle regioni sono passate da 10 a 3 maschili e da 7 a 4 femminili. Da 20 formazioni di inizio mandato si è crollati alle 10 dell’infausta conclusione. Qualcuno in FIH vuole parlare di boom anche in questo caso come ha fatto per la loro nuova U12? Va invece alla grande Gens Italica

Nella foto gli schiemi ufficiali FIH di partecipazione ai due trofei di inizio e fine ciclo olimpico 

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Confermate le due sole categorie maschile e l’unica femminile, questo trofeo delle regioni 2024 propone appena 3 formazioni maschili (nel 2023 erano 7, addirittura 10 nel 2021) e 4 femminili ma giocano a 7. A questo vanno aggiunte le due O60/M due selezioni con pochissimi veterani in arrivo dal Nord Italia e la O65/M che si prepara per il mondiale di Coe Town partiranno appena in 13) che ieri sera ha affrontato una mista chiamata Spirit of Master (SoM) completata da O60 per fare il numero.

Smarrito l’entusiasmo del post Covid sono molte le cause che pesano sul declino che il settore master non ha saputo analizzare e risolvere. Poche – solo 4 – anche le regioni rappresentate: Abruzzo per gli sforzi della solita Gualtieri brava a convogliare in una mista nazionale molte amiche e poi il settore non se la deve prendere se non riconosce i meriti acquisiti a chi  come Sonia Sorgi aveva ben operato. Il Lazio che gioca in casa e ovviamente è l’unica a far da sé. Presente con due squadre – anche se pure qui con molti innesti – la Toscana. Per ora resiste il Piemonte femminile forte delle tradizioni di Bra, Torino, Villar e Moncalvo.

Non è in discussione la passione e l’impegno di alcuni di loro da Onano, a Pizzonia, da Rodo a Manes è il modello che non regge all’evidenza della prova numerica. Chi ha fallito deve trarne le conseguenza e passare la mano. I privati di Gens Italica per contro hanno partecipato nel 2022,2023 e 2024 ai mondiali WGMA vincendone due a Barcellona e Bra e arrivando quinti in Olanda solo per una serie di  sfortunate circostanze e vicissitudini.  

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore