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#dinastie CAGLIARI: (7) I MAXIA – ROSSI – GIULIANI UN ROMANZO ALLA GRAZIA DELEDDA  

L’hockey portato a Cagliari da Filippo Vado trovò in Alberto e Giovanni Maxia i primi adepti, dai loro sei figli tutti hockeisti sono nate le parentale con i Rossi e i Giuliani, che hanno aggiunto alla saga scudetti, presenze azzurre, incarichi federali, nuove società e tantissimo hockey sino alla terza generazione 

Nelle foto sotto il titolo databile fra il 1949 e il 1950 Alberto Maxia è il primo in basso, sopra di lui seduto Augusto Frongia, cognato di Giovanni Maxia con la tuta Amsicora, fra loro Giampaolo Medda e Nené Figus che non appartengono alla famiglia.  Nella seconda da sinistra Rossana Rossi, Stefania Maxia, Andrea Maxia, Roberto Maxia il figlio Alberto, Lorenzo e Roberto Giuliani.

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15 novembre 1948 è la data ufficiale della nascita hockeistica di Alberto (1930) e Giovanni (1928) Maxia. Fu il giorno della prima partita mai giocata dalla SG Amsicora a Roma contro la Previdenza Sociale, i due Maxia allievi di mister Vado scesero in campo con l’italo indiano, i fratelli Manunta Onnis Orrù Simonati Cherchi Floris e Vacca. Lo scudetto arrivò nel 1953 e con i due fratelli c’erano ancora in campo Giacomo e Lelio Manunta Onnis e Floris.
Loro erano stati i primi, in particolare Alberto autentico motore del reclutamento, a conoscere Filippo Vado e a portare all’hockey i ragazzi del quadrilatero fra via Rossini e via Puccini.
Le loro strade si divisero nel 1962 quando Alberto, dopo 5 presenze azzurre ai Giochi del Mediterraneo 1955 e altri due titoli, lasciò l’Amsicora per alcuni giudizi di merito sui più giovani per i quali stravedeva come per Kiki Aramu. Così archiviata la parentesi al CUS Cagliari, costituì dal novembre 1964 la sezione hockey della Polisportiva Ferrini. mentre il fratello Giovanni, poi a lungo fu medico sociale, rimase fedele a vita ai colori biancoverdi giocando sino al 1970, oltre i quarant’anni un’età a quell’epoca molto avanzata vincendo altri sei scudetti più quello non assegnato del 1963 nella contestatissima finale MDA Amsicora che vide entrambe le squadre abbandonare insieme il campo, con il consenso del medico di campo, dopo tre ore di gioco sotto il solleone battente.
Di Alberto va sottolineato lo spirito imprenditoriale, d’altronde è nel DNA della famiglia, che ebbe al ungo una delle drogherie più importanti nel centro di Cagliari e poi si lanciò nel mondo dell’impresa. Oltre la Ferrini, nel 1976 ha rigenerato la polisportiva e la sezione  hockey della Jolao di Iglesias fondata nel 1904 come gruppo sportivo della società mineraria coinvolgendo anche Maurizio Anni, ex amsicorino – allora notaio in città – e ottenendo lo storico stadio Monteponi per l’hockey.  

Questa è la prima generazione. Entrambi hanno contribuito alla seconda. Giovanni con Antonio, Giulia, Francesca e Carla. Alberto con Roberto, Stefania e Andrea. Tutti, nella seconda generazione, hanno praticato l’hockey. Andrea, oggi docente universitario, è stato atleta della Ferrini Hockey in A1, con alcune presenza nella nazionale giovanile,  e tecnico della squadra femminile, Stefania invece cominciò a giocare nel 1979 al CUS; Giulia invece fu una delle primissime ad aderire alla prima squadra femminile della SG Amsicora, seguita dalla sorelle Francesca,  e lo stesso Antonio, oggi medico al Brotzu, entrò nel 1979 – dopo la trafila giovanile nella Polisportiva Ferrini alla chiusura di questa – nella prima squadra dell’Amsicora.
Fu un anno eccezionale si meritò con 8 presenze su 14 partite lo scudetto della stella e vinse pure il titolo indoor a 11 e juniores bissando poi in primavera con l’under 21 facendo poker. Poi militò per molto tempo ancora e con ottimi risultati sempre con la stessa casacca sino al 1996 sostituito in difesa – da dove era retrocesso nel tempo, dall’iniziale ruolo di centrocampista – prima dal capitano della nazionale neozelandese Smith e poi dal nazionale russo Shvets. 
La sua storia azzurra racconta che Kiki Arami, allora CT, lo portò giovanissimo ai campionati europei di Mosca del 1979  facendolo esordire in Italia – Cecoslovacchia (1-1), seguirono tornei test match l’Intercontinentale di Kuala Lumpur 1981, la sua carriera proseguì con Bellaard, la coppia Gianni Rossi – Alberto Aramu e Corso sino a un altro europeo a Mosca nel 1987 sommando alla fine 45 presenze e due gol, chiudendo con il successo ai rigori sul Belgio.

Il contributo alla terza generazione arriva da Roberto, attuale presidente della polisportiva Ferrini quello oggi più in vista tra i Maxia. Infatti il figlio Alberto anche se ha abbandonato l’hockey giovane ha dato un decisivo contributo alla scalata della prima squadra rossoblu verso i vertici nazionali. Senza dimenticare la mamma Rossana Rossi, hockeista anche lei, sorella minore di Sergio Rossi ex giocatore del CUS Cagliari e attuale revisore del conto FIH. Sergio è fratello di Alfredo che fu portiere del CUS e ha avuto un figlio Fabrizio che attualmente vive in Francia ma che ha giocato anche lui con CUS e  Ferrini. Mentre Rossana ha giocato con l’HC Universitario e poi con la Ferrini, dopo un passato nell’atletica leggera del Cus

Di Roberto va detto che prima di essere presidente della polisportiva e in precedenza consigliere federale è stato anche giocatore. Dopo il centro CONI presso l’Amsicora, ha giocato fino al 1979 nella Ferrini, con una breve permanenza nella Jolao nel 1977, per poi passare al CUS Cagliari; nel 1984 ad appena 24 anni solo, senza ancora un lavoro stabile – con l’aiuto del presidente Polese – rifondò la sezione hockey della Ferrini prima con la sezione femminile, da cui è germinata nel 2006 la Fortitudo. L’anno dopo rinacque con un gruppo di giovanissimi, reclutati da Roberto la sezione maschile. Così nel 1990 chiuse nel CUS Cagliari la sua vicenda di giocatore che comprese anche alcuni raduni e test azzurri e si lanciò poi come allenatore e infine come dirigente. Mantenendo così mantenuto la promessa che fece a suo padre, a Parigi, prima che li lasciasse, troppo giovane a 49 anni.

Lascio questo filone familiare per ritornare a Stefania Maxia figlia di Alberto, che ha avuto anche un trascorso con le Aquile Nere a Roma, che sposò Roberto Giuliani legando così un’altra famiglia cagliaritana ai Maxia e da loro sono nati l’attuale azzurro Davide e il primogenito Lorenzo, che fu campione d’Italia anche con l’HC Bra. Lorenzo aveva una promettentissima carriera da calciatore proprio nella Ferrini, ma poi rispose al richiamo dell’hockey, ma il fenomeno di famiglia oggi e Davide che ha raggiunto come il padre la nazionale A e si prepara a giocare nell’Indiana THC in modo professionale nella lega belga. 
Ovviamente papà Roberto è fratello di un altro nazionale Pierpaolo. Qua si apre un altro mondo e prima di tutto introduco Roberta Giuliani, cugina di Pierpaolo e Roberto, che si mise in luce ancora adolescente vincendo nel 1979 i GdG diventando poi una colonna della difesa amsicorina e dal 1987 della nazionale con cui esordi all’europeo di Londra per poi chiudere la carriera azzurra nel 1993 con 58 presenze fra cui gli intercontinentali di Filadelfia, Delhi, le qualificazioni olimpiche di Auckland e gli europei di Bruxelles. Più tre scudetti prato e due indoor. 

Se possibile ancor più prestigiosa la storia dei fratelli Giuliani. Pierpaolo il maggiore esordì in prima squadra nel 1978 e dal 1980 e fu subito titolare inamovibile, il fratello Roberto comparve per la prima volta nel 1981 con una sola presenza, che divennero 2 nel 1982 ma poi non si fermarono più. 
Intanto continuarono i successi giovani cominciati nel 1975 da Pierpaolo negli allievi e poi impossibili da contare tutti fra lui il fratello, il prato e l’indoor nelle tre categorie di allora (allievi, ragazzi e juniores, ovvero U16, U18, U21) più per Roberto anche i GdG. L’esordio di Pierpaolo in azzurro risale al primo marzo 1981 in Italia Belgio 0-2. Roberto, sino agli europei di Padova del 1999 infilò 144 presenze e 25 gol contro le 65 presenze e i 12 gol dal 1981 al 1994 di Pierpaolo. Una storia, la loro, fatta di titoli scudetti, nazionali, coppe europee e per Pierpaolo anche l’elezione due volte a consigliere federale. Un breve riepilogo Pierpaolo 8 scudetti prato, 5 indoor 1 coppa Italia fra il 1978 e il 1992; Roberto 8 scudetti prato 3 indoor e 2 coppe Italia fra il 1981 e il 2000.

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore