La notizia risale a qualche settimana fa, ma Sergio Dintignana l’ha comunicata solo oggi agli amici dell’hockey che ancora lo ricordano
Nella foto il simbolo del lutto
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Era un hockey d’altri tempi quando Antonio calcò i campi di hockey non sempre, anzi quasi mai, su prato. In particolare nella sua Trieste. Eppure la passione era tanta nella sua città da poco tornata sotto la bandiera italiana – dopo la lunga quasi decennale amministrazione inglese che schiacciava l’occhio agli sloveni e persino ai titini – l’hockey come gli altri sport di squadra rappresentava la possibilità di far sentire a tutti l’italianità della Venezia Giulia.
Lui crebbe nel CUS Trieste poi passò agli Amatori per chiudere nella formazione B del CUS. Fra i suoi compagni di squadra, oltre Dintignana, Caggianelli, Vidoli, Roggero, Scozzari. Nomi che come il suo oggi dicono poco, ma che dovrebbero invece inorgoglire gli hockeisti di oggi. D’Intignana porrete azzurro, Caggianelli a lungo presidente del CUS e consigliere federale, Scozzari grandissimo centravanti e così via.
Antonio che la lettera ti sia lieve e che la tua memoria ci accompagna con quelle della altre centurie di hockeisti che hanno scritto la storia dell’hockey italiano portandola sino a noi, che oggi ci impegniamo a rendere più gloriosa che mai. Anche per te.





