Sport e Salute (280 milioni all’anno) e CONI (5 milioni, zero euro alla FIH) finanziano le FSN anche in base ai risultati sportivi. A Parigi l’Italia ogni 10 atleti ha vinto una medaglia olimpica. Meglio di tutti ha fatto la ginnastica, una ogni 3. Eppure la FGI nel 2023 ha ha percepito poco più del triplo (9.006.683) dell’hockey. Come la scherma sullo stesso piano – in Viale Tiziano 74 – 5 medaglie olimpiche a fronte di 9.730.694 euro nel 2023 fra S&S e CONI, con un munero di tesserati neppure troppo superiore ai 12.000 dichiarati dalla FIH
Nella foto la tabella del Sole 24 ore arricchita di dati da Hockeylove.news
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Un articolo / indagine di Marco Bellinazzo pubblicato da Il Sole 24 Ore1 ha svelato il rapporto fra i finanziamenti pubblici di Sport e salute e del CONI alle delle federazioni sportive nazionali italiane (FSN) nel quadriennio olimpico 2021 2024 e le medaglie olimpiche che queste sedici – in 20 diverse discipline – hanno portato a casa.
L’analisi non rivela la quantità dell’investimento compiuto dalle 16 federazioni sul capitolo della preparazione olimpica, ma dice a quanto ammonta il contributo pubblico nel quadriennio.
Per diverse di queste FSN gli importi non sono molto lontani dagli oltre 3 milioni medi annui ricevuti nello stesso periodo della FIH. Detto che per l’hockey italiano già sarebbe un successo di grande rilievo la partecipazione alle olimpiadi, non tanto e non solo per i ritorni possibili quanto per la certificazione della crescita complessiva del movimento, emerge la necessità di incrementare con risorse proprie l’attuale reddito della FIH che deriva per la quasi totalità da fondi pubblici mono provenienti da Sport e salute. Le strade sono molte dalla partecipazione ai bandi pubblici e privati all’accesso ai finanziamenti europei all’attivazione di micro e medi interventi pubblicitari anche spot, al ricorso consapevole ai prestiti della cassa depositi all’organizzazione di manifestazioni promozionali sino – infine una volta attivato tutto questo – alla ricerca di sponsorizzazioni di livello nazionale e internazionale.
Tanto per capirci la FIN nel quadriennio ha ricevuto circa 55 milioni di euro, molti di più dei circa 13 della FIH ma nel solo 2023 (bilancio approvato a giugoo 2024) ha attivato risorse proprie da tesseramento, sponsorizzazioni, pubblicità, manifestazioni e altre entrate dallo Stato e enti locali per quasi 14 milioni2.
Anche sui fondi pubblici occorre che gli hockeisti aprano gli occhi e si abituino a considerare la realtà attuale: Il CONIi da tutto il 2023 al 16 giugno 2024 ha distribuito alle FSN compresi gli sport invernali appena 5.206.100 euro3, la FIN che ha un bilancio consolidato nel 2023 di 34.447.750 euro con 894.100 euro è stata la maggiormente beneficiata, però 14.782.883 euro li ha presi da Sport e Salute, che nel complesso ha elargito per il 2024 alle 43 FSN 280.294.84 euro di cui 2.963.225 alla FIH4.
Teniamo conto che la federnuoto ha al suo interno, oltre i tuffi, il sincro, il salvataggio e il fondo in acque libere anche la pallanuoto ovvero due squadre che numericamente non sono molto lontane dall’organico dell’hockey entrambe a Parigi e in grado di portare fra maschi e femmine 6 ori mondiali, 4 olimpici, 8 europei più una Coppa del Mondo e una World League. Con un ulteriore parallelo con l’hockey considerato sport regionale sardo come invece la pallanuoto è sport regionale ligure. Ovvero per popolazione due delle regioni minori d’Italia.





