Un filo rosso lungo 60 giorni che ha tenuto banco fra gli hockeisti con Hockeylove.news ad analizzarlo in ogni suo aspetto, portando alla vostra attenzione anche i temi controversi su cui dibattere. Un modo per dire che con una buona programmazione, progettazione e messa in opera tutto è possibile. La valutazione sta al pubblico
Nella foto due generazioni olimpiche tre medaglie d’oro, ma un solo sport l’hockey: Jacques e Thierry Brinkman, un’altra storia di Hockeylove arricchita con le vicende delle altre dinastie olimpiche dell’hockey mondiale
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Era il 19 giugno quando ho cominciato la rubrica olimpiadi 2024. Prima ho raccontato il lungo percorso olimpico a partire dal 1908 anno della comparsa dell’hockey nella quarta edizione dei giochi, con un particolare riguardo ai numeri alle curiosità alle partecipazioni azzurre comprese quelle arbitrali e alle cause spesso sottaciute delle mancate presenze italiane di questi 116 anni di hockey olimpico.
Poi, con l’approssimarsi dei giochi ila narrazione è proseguita con la presentazione di tutte le protagoniste e successivamente dal 27 luglio con la cronaca ho seguito giorno per giorno tutti gli incontri maschili e femminili cercando di raccontarvi non solo le vicende di gioco ma anche le particolarità, la folla di autorità che ha gremito la tribuna dello stadio Yves du Manoir sino agli esiti delle finali scandite dalle prove dei portieri più che degli attaccanti.
Infine, ho proposto i temi di dibattere sia sulla assenza mediatica nel mean stream italiano che sul possibile futuro percorso verso la partecipazione olimpica di una squadra azzurra.
Perché a differenza di una credenza dura a morire secondo cui l’informazione ha il compito di plasmare l’opinione pubblica teoria ampiamente contestata sino dagli Anni ’50 da approfonditi studi isociologici della scuola amministrativa americana che ha smontato le teorie di Vance Packard su “I persuasori occulti” e la cosiddetta Bullet Theory. Ormai è unanime l’idea che la stampa l’informazione non formi o dirigei l’opinione pubblica ma ponga alla sua attenzione i temi da dibattere, come enunciato nel 1979 da E.F. Shaw in “Agenda Setting and Mass Communication Theory”; è questo che fa hockeylove.news come ogni altra buona testata giornalistica.
Come altra buona prassi di Hockeylove.news è progettare programmare le proprie iniziative editoriali per poi proporvele con cadenza quotidiana per mantenere continuo il flusso che garantisce la credibilità e l’efficacia dell’informazione.
Fra 10 giorni cominceranno le paralimpiadi hockeylove.news non le seguirà con la stessa intensità ma l’auspicio è che possa farlo nel 2028 da Los Angeles quando probabilmente il parahockey azzurro potrebbe essere protagonista della prima volta dell’hockey nella massima rassegna mondiale dello sport paralimpico.





