Nazionale Storia

#50esimo NAZIONALE (4) 1964: SPUNTA L’AZZURRO PIÙ GIOVANE DI SEMPRE DA UNA PARTITA ANDATA PERDUTA

Fu il triestino Martellani, allora quindicenne che giocò tutta la gara contro la Cecoslovacchia B vinta per 2-1 con doppietta di Kiki Aramu. Non è la sola curiosità di allora, infatti i quell’anno segnarono in azzurro solo i fratelli Aramu; nella tournée oltre la cortina di ferro il CT Arnaldi fu sostituito da un arbitro triestino

Nella foto una sgranatissima immagine dal giornale del 1964 che riporta nella didascalia il raduno al Bacigalupo di Savona che aprì quella stagione azzurra

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Si apre un’interessante squarcio sull’hockey azzurro del 1964. Era l’anno di Tokyo, quello della XVIII olimpiade. L’Italia non si era qualificata a causa della non brillante prestazione nell’ottobre 1963 all’8 nazioni di Nantes, quando a causa anche del grave infortunio occorso a Terenzio perse 0-3 con il Belgio, poi riuscì a superare la Spagna con il gol di Duranti, ma con la sconfitta con l’India non permise  l’accesso al girone a 4 che qualificò per l’Europa Germania, Gran Bretagna, Spagna Belgio e la quinta di quello di consolazione, l’Olanda. Nonostante le partecipanti fossero solo 15, con la presenza di Hong Kong, per la rinuncia di alcune squadre e ci fosse quindi un posto libero non fu iscritta dal CONI. Che con una sua nota con largo anticipo aveva ammonito tutte le FSN: “La spedizione a Tokyo è assai difficile complicata dalla distanza e differenza di stagione. Il principio della partecipazione qualitativa risponde non solo alle nostre effettive possibilità tecniche ma anche a sani criteri di natura economica. Essa deve diventare una severa regola per tutte le federazioni, le quali faranno bene ad escludere dalle proposte di partecipazione agli ottimismi, le speranze vaghe e i nazionalismi di settore”.
Secondo le mie fonti Giulio Onesti ancora deluso per il risultato di Roma con l’estromissione in corsa del CT anglo indiano Rex Norris a favore del genovese Gigetto Bolognesi, stanco di “veder rotolare la pallina nella nostra porta”, fatto che continua sino ai giorni nostri, espresse la sua netta contrarietà anche al consigliere federale della federpattinaggio Gino Castaldi che aveva sostenuto la causa dei “pratisti”1 Da sottolineare che Gino Castaldi con il fiduciario ligure della FIHP Evangleisti era il datore di lavoro del CT azzurro Giorgio Arnaldi
In effetti in 24 partite gli azzurri, fra Roma e Tokyo, conseguirono 7 vittorie 2 pareggi e 15 sconfitte.

Come occupò l’Italia dell’hockey quell’anno olimpico? Giocando 10 partite tra il 18 aprile e l’11 ottobre. L’ho desunto da un’articolo di Hockey e Pattinaggio, scritto a consuntivo dell’annata. Inviatomi assieme ad altri da Renato Melai, protagonista per la parte iniziale di quelle gare.
Otto di queste compaiono sulla storia della nazionale compilata da Riccardo Giorgini e Luciano Pinna; compresa la prima, un’amichevole Trieste (2-0) conto gli argentini del Club San Fernando (quello del Chapa Retegui, tanto per capirci – NR), sino al test-match di Macerata contro la Jugoslavia vinto 1-0 l’11 ottobre giorno delle tre partite olimpiche nella giornata inaugurale a Tokyo.
All’appello ne mancavano due. Italia – Cecoslovacchia B 2-1 del 22 aprile 1964 e Roma – Grande Polonia 1-2 del 27 aprile. Il giornale spiega la stranezza di questa gara, giocata a Gniezno dopo quella ufficiale del 26 aprile e persa 0-2  a Poznan.
La seconda partita fra italiani e polacchi che in formazioni mutate e con l’etichetta non più della nazionale, ma di selezioni Roma da una parte e Grande Polonia dall’altra …
Mutate per 4 undicesimi, infatti subentrarono Ronchi, Caggianelli, Pisano Vannini al posto di Grivel, Scala, Serra e Polloni. Quindi questa va derubricata dalla lista degli incontri dell’Italia come quella contro il Club San Fernando. 

Va invece, a mio giudizio aggiunta, la partita contro la Cecoslovacchia B che vide impegnati: Caggiano; Mazzoni (Savoia), Grivel (Candotti); Ronchi, Caggianelli, Scala (Serra); Martellani, Vannini, K. Aramu (Deidda), A. Aramu (Pisano), Polloni.
Tanti cambi e formazione rivoluzionata  nella ripresa con Candotti che andò all’ala sinistra e il giovane Martellani che da ala destra passò a mediano sinistro.
Perchè scrivo di Martellani? Perchè secondo il ritaglio di giornale prodotto da Melai il ragazzo dell’US Triestina all’epoca aveva appena 15 anni e diventerebbe con quell’unica presenza il più giovane esordiente azzurro di sempre. Infatti, nel 1966 giocava ancora nel campionato juniores.

Altre curiosità sono che contrariamente  a quanto si credesse Arnaldi non partecipò, per impegni di lavoro, alla trasferta ad Est, sostituito da “l’ufficiale FIHP Maiola” un arbitro di Trieste all’epoca anche fiduciario di zona per il Friuli Venezia Giulia, nel ruolo di CT!
Renato Melai rimase a casa perchè dopo l’amichevole con gli argentini era rientrato a Padova per affrontarli nuovamente con il suo CUS Padova, ma si infortunò all’ascella e vene sostituito non da un secondo portiere, suo ruolo dell’epoca, ma da Caggianelli del CUS Trieste, mentre il giovane Martellani, riserva con il maceratese Fortuna, che rimase e casa, sostituì il romano dell’MDA Scuriatti, diventando così il più giovane azzurro della storia.

Le 8 partite ufficiali giocate nel 1964:
21/4/64 CECOSLOVACCHIA-ITALIA 2–0  (Poznan test match)
23/4/64 CECOSLOVACCHIA-ITALIA 1-2 reti: K.Aramu 2
26/4/64 POLONIA – ITALIA 2-0 (Poznan test match)
3/5/64 ITALIA – FRANCIA 0-1 (Barcellona 8 Nazioni)
4/5/64 SPAGNA – ITALIA 5–0 (Barcellona 8 Nazioni)
6/5/64 ITALIA – AUSTRIA 1-1 (Barcellona 8 Nazioni) rete: A. Aramu
7/5/64 ITALIA – SVIZZERA 2-1 (Barcellona 8 Nazioni) reti: A. Aramu (2)
11/10/64 ITALIA – JUGOSLAVIA 1-0 (Macerata test match) rete: K. Aramu

Queste invece le presenze nel periodo:
Alberto Aramu, Kiki Aramu II, Mazzoni 8; Grivel 7; Caggiano, Deidda 6; Bottaro, Duranti, Farci 5; Salis 4; Bazzurro, Candotti, Polloni, Savoia, Scala, Serra, Vannini 3; Massa, Pisano 2; Caggianelli, Martellani, Paolorosso, Ronchi, Santarelli, Scuriatti, Terenzio 1

  1. Una delegazione della FIHP guidata dal genovese Gino Castaldi, allora l’hockey era parte integrante del pattinaggio, si recò a parlare a Giulio Onesti deus ex machina del CONI. Perorano la causa dei pratisti italiani. Onesti chiese se potevano garantire una medaglia. Con onestà la delegazione disse che si sarebbe trattato di una onorevole partecipazione. Il numero uno dello sport italiano di allora – e forse di sempre – rispose che onorevolmente potevano starsene a casa. ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore