La suddivisione della stagione in tre parti (coppa, indoor, campionato) porta a momentanei risparmi per le casse societarie che poi diventano spese improduttive a medio termine e disastri a lungo periodo per lo sviluppo dell’hockey italiano
Nella foto Mili Ceratto, prima a sinistra, resta in Sardegna, ma in stand by agonistico, Maryna Vynohradova al centro assicura l’indoor, Candela Carosso ha scelto il Belgio
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Conferma per tutte le ragazze di scuola argentina in via dei Salinieri tranne Salvador e Carosso entrambe sistemate sul mercato estero, sostituite da Ines Arzelan e Ludmila Valenti.
Rimangono la portiera Pastor, di passaporto italiano ed ex internazionale indoor con l’Argentina, l’azzurra Fiorelli, il difensore Meridione e le ormai stabili Saboredo e Grinbaum, quest’ultima una mezza punta di grandissimo talento anche in chiave azzurra che sembra intenzionata a radicarsi in Sardegna.
Certa la sosta, per via della maternità di Mili Ceratto, l’incognita resta su Vynhoradova che però dà il sì all’indoor dove con Khilko e la portiera Pastor offre nella specialità ampie garanzie di competitività.
Per adesso però la dirigenza cagliaritana pensa alla coppa, dove troveranno sempre più spazio Olla, Melis, la rientrata Mucelli e auspica anche l’inserimento – una volta cresciuta tecnicamente – della giovane promessa dell’attacco Ilaria Gallino.
Arzelan, difensore centrale e Valenti attaccante arrivate dal Città del Tricolore dopo la rinuncia del club reggiano del vice presidente federale alla A1/F – un segnale politico che fa il paio con l’estromissione di Stefano Pagliara dal CUS Pisa – tamponano al momento le partenze, ma la ragazza dell’’Universitario RC di Salta ex HTC Schwarz Weiss di Colonia nella Regional Liga A della DHB, assicura solo la stagione autunnale.
Questo non è un caso isolato, come non sono casi isolati le due velocità dei club nelle scelte di mercato fra autunno e primavera. Questo ha un doppio risvolto negativo: tamponare a basso costo – che poi si rivela uno spreco – le carenze di organico anziché puntare sui vivai locali e offrire modelli fugaci e spesso di scarso spessore tecnico alla propria giocatrici.





