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#olimpiadi QUANDO L’ORO È QUESTIONE DI FAMIGLIA: VAN ASS, JANSEN, BRINKMAN

Accade più spesso in Olanda ma il caso più vincente è tedesco e il più antico indiano. Ogni nazione ha le sue dinastie ma questa sono fra le più vincenti  di sempre. Alcune hanno preso parte con i loro membri a 7 diverse edizioni dei giochi. Altre hanno vinto 4 ori o 7 medaglie complessive, altre potrebbero vincere ancora 

Nella foto Seve e Paul Van Ass entrambi oro olimpico a Tokyo; era già successo nel 2004 ad Atene con Natasha Keller e la cognata Louisa Walter-Keller 

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Le più famose e le più longeve sono quelle dei tedeschi Keller e degli olandesi Kruize. Più difficili da identificare quelle indiane comunque da non dimenticare la coppia di Dhyan Chand  e Ashok Kumar rispettivamente padre e figlio che insieme hanno messo medaglie 4 olimpiche tre ori del padre fra il 1928 e il 1936 e l’ultima il bronzo di Ashok Kumar a Monaco 1972, ma anche qui ai giochi di Parigi si sono ripetute storie familiari olimpioniche.
Lo hanno fatto gli olandesi Van Ass (questi con due ori tutti a Parigi), Jansen e Brinkman.

I Van Ass Paul e Seve padre e figlio, oro come allenatore della femminile il primo e giocatore della maschile i secondo, non sono però parenti con la più celebre Naomi infatti il cognome dell’olimpionica di Pechino e Londra si scrive con una sola esse finale. Come non c’è il vincolo di parentela tra Ybbi e Jip Jansen, se non la fratellanza di gioco nell’essere entrambi cortisti delle nazionali Oranje a Parigi 2024. Yibbi però è figlia di Ronald portiere olimpionico ad Atlanta 1996.
Thierry Brinkman chiude questo giro olandese. Infatti è figlio di Jacques, ma ne ha ancora di strada da fare per eguagliare papà che fu oro ad Atlanta, Sidney e prima Bronzo a Seul 1988.

Tornando alla famiglia più famosa dell’hockey, i Keller, l’ultimo a scendere in campo fu Florian, il quarto a vincere l’oro olimpico a Londra nel 2012: Florian fratello di Andreas (oro a Barcellona argento a Los Angeles e Seul) e Natasha (oro ad Atene), cognato di Louisa (oro ad Atene), figlio di Carsten, olimpionico a Monaco 72 e già presente a Roma 1960, nipote di Erwin (argento a Berlino 1936).

Nell’altra grande famiglia dell’hockey mondiale i Kruize il più famoso anche se non il più titolato è Ties fu presente a due  giochi (1972 e 1984) proprio come i suoi fratelli Hans (titolare ai giochi del 1976 e 1984) e Hidde (con Hans a Los Angeles e bronzo nel 1988 a Seul), e suo padre Roepie,  bronzo a Londra 1948 e argento a Helsinki 1952 tutti del club Klein Zwitserland dell’Aia. Suo zio Gerrit Kruize fu giocatore olimpico nel 1956 ma con gli USA dopo aver ottenuto la cittadinanza statunitense l’anno prima. Entrambe le famiglie presenti a 7 olimpiadi e tutte e due avrebbero potuto esserlo all’ottava se l’Occidente libero non avesse boicottato l’edizione di mosca 1980 macchiata dall’invasione comunista dell’Unione Sovietica in Afghanistan.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore