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#olimpiadi I NUMERI NON MENTONO L’ITALIA È UNA SUPER POTENZA, L’HOCKEY NO

Gli azzurri eguagliano il record di Tokyo con 40 medaglie, avvicinano con 12 ori quello di Los Angeles quando furono 14 e fra le nazioni dell’hockey a Parigi sarebbero secondi solo alla Gran Bretagna. Peccato che l’hockey italiano non ci sia stato neppure questa volta 

Nella foto la tabella che spiega la dicotomia CONI – FIH

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L’Italia del CONI la federazione delle federazioni esce dall’olimpiade parigina al nono posto del medagliere olimpico secondo la classica visualizzazione degli ori seguiti dagli argenti e dai bronzi, ma nell’insieme delle medaglie conquistate è al settimo posto; se poi aggiungiamo le 25 delle  cosiddette medaglie di legno quelle del quarto posto che negli sport di squadra valgono la semifinale e comunque assegnano il bronzo in sport individuali come pugilato, judo, taekwondo e  lotta scalerebbe altre tre posizioni sino al quarto. Lontana è vero dal secondo di Los Angeles 1932 o dal terzo di Berlino 1936, ma quelli erano altri tempi: meno discipline, meno avversari, ma anche molte meno medaglie in palio. Pareggia i conto di Tokyo 2021 con 40 medaglia, ma migliora gli ori che salgono da 10 a 12 anche se il record resta quello di Los Angeles 1984 con 14. 

Solo l’hockey non partecipa mai a questa festa. L’ultima fu nel 1960. Mignardi vagiva appena, i suoi vice Pagliara e Bonacini dovevano ancora nascere. Faccio un confronto fra il medagliere dello sport italiano e le dieci maggiori potenze mondiali dell’hockey secondo la somma dei punti dei ranking assoluti maschili e femminili a 11. La FIH, si piazza al 23° posto fra le associazioni nazionali aderenti alla IHF, l’Italia dello sport invece è seconda solo, fra queste potenze, solo alla Gran Bretagna.   

La domanda è: come mai? Le risposte possibili sono atleti scadenti, allenatori incapaci o organizzazione inefficiente. Nel dubbio la soluzione più efficace è cambiare il prima possibile l’attuale dirigenza federale. Perchè in Italia oltre ad atleti e allenatori di primissimo piano ci sono, in quasi tutti gli altri sport fior di dirigenti capaci e competenti. Possibile che solo nell’hockey non si trovino? Non ci credo. Vanno solo votati.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore