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#olimpiadi/M OLANDA DIROMPENTE GERMANIA A FATICA 

I gol alla Spagna, uno per quarto, di Jip Janssen, Thierry Brinkman, Thijs van Dam e Duco Telgenkamp hanno entusiasmato la folla arancione all’Yves-du-Manoir Hockey Stadium. Nell’altra semifinale  contro l’India l’andamento è stato completamente diverso: 0-1, 2-1, 2-2, 3-2 che letto per quarti diventa così: 0-1, 2-0, 0-1, 1-0

Nella foto l’abbraccio tedesco dopo la lunga sofferenza

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La vittoria sulla Spagna (4-0) tiene vive le speranze di un doppio oro per la federazione olandese con le Oranje che giocheranno oggi la loro semifinale contro l’Argentina. Nelle formazioni che vinsero l’oro a Sydney 2000 e Atlanta 1996 giocarono Jeroen Delmee oggi capo allenatore e Jacques Brinkman, padre dell’attuale capitano Thierry Brinkman.

Questo è un momento davvero speciale per noi, ma non siamo ancora arrivati alla meta – ha detto il cortista olandese Jip Janssen, spiegando che la sua squadra non sarebbe soddisfatta dell’argento – Vogliamo la medaglia d’oro e faremo tutto ciò che è in nostro potere per farlo“. La Spagna ha ancora la possibilità di assicurarsi un posto sul podio come accadde a Roma 1960. La partita ha consegnato a Alejandro Alonso, la sua  100^ presenza internazionale.

Nella partita serale è stato un’alternarsi di punteggi (3-2). L’India è andata meritatamente in vantaggio nel primo quarto con un corto trasformato da Harmanpreet Singh, a cui hanno fatto seguito nel secondo periodo la conversione di Gonzalo Peillat e il rigore di Christopher Rühr. L’India ha ripristinato la parità nel terzo quarto dopo quattro corti in sei minuti grazie alla deviazione di Sukhjeet Singh, ma il veterano Marco Miltkau a sei minuti dalla fine della partita ha fatto proseguire il sogno tedesco della quinta medaglia d’oro olimpica. Mentre l’India porterà a 48 anni la sua attesa di vincere per la nona a volte un’Olimpiade; a Parigi si dovrà accontentare di bissare il bronzo conquistato tre anni fa a Tokyo.

Sono orgoglioso di aver conquistato la finale, ma a essere onesto non altrettanto della nostra performance – ha ammesso Justus Weigand – Guardando avanti al classico con l’Olanda penso che tutti sognino questo match. Vediamo come finisce.”

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore