Nazionale Storia

#50esimo NAZIONALE (1) GLI AZZURRI DAGLI ALBORI AI GIOCHI DI ROMA

Molti CT, DS e allenatori. Poche partite, risultati davvero modesti, comprese le due olimpiadi del 1952 e del 1960

Nella foto Raduno collegiale prima della partenza ai Giochi del Mediterraneo 1955 . Questi i presenti (nno in ordine): Montoni Franco, Pierre Consigliere Alberto Maxia, Giampaolo Medda, Eraldo Floris, Lelio Manunta, Franco Maccioni, Enzo De Santis, Alberto Sabbatini, Luigi Piacentini, Enrico Bisio, Gastone Puccioni, Luciano Soli. Allenatore Scheba

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L’esordio, ufficioso, di una nazionale azzurra – ma era universitaria – avvenne il 16 aprile 1938 contro i Kickers Stoccarda. Quella squadra fra il ’38 e il ’39 sostenne 7 incontri, perdendoli tutti tranne l’unico giocato in Italia a Milano contro una squadra di Jena (2-0).
L’Italia, primo CT Benvenuti a cui seguirono Sommariva, Lora e Maragliano, giocò 14 partite fra il 25 aprile 1942 (2-0 alla Croazia) e il 28 maggio 1952  (1-0 in Svizzera) prima dell’olimpiadi Helsinki.
DS ai giochi finlandesi fu il genovese Gennaro (come Sommariva e Lora) affiancato per la parte tecnica dal tedesco Toni Spieler, che aveva ricevuto l’incarico nell’autunno 1951. Il suo bilancio fu disastroso, salvo la citata vittoria in Svizzera, 2 pareggi e 4 sconfitte. 
Le responsabilità furono molte, anzitutto politiche. Nel febbraio lo stesso presidente Rio della federpattinaggio scrisse “la nostra partecipazione è più che probabile”. Ovvero non era ancora certa! Tale sicurezza giunse solo il 24 maggio 1952 con la lettera di invito firmata dal presidente delle FIH René Frank. Filippo Vado, in un suo intervento del 1951 – dopo l’affidamento dell’incarico a Bruno Gennaro nell’autunno di quell’anno – scrisse senza  perifrasi. “È stata varata la nazionale composta dai soliti giocatori del passato (ovvero dalla passata gloria).  … Si sperava molto dal nuovo commissario tecnico i suo programma era splendo si prevedeva un radicale cambiamento mirante a dare un nuovo impulsò ed un nuovo volto all’hockey su prato: valorizzazione perciò degli elementi nuovi pur con sacrificio dei risultati momentanei in vista dei processi futuri …” Invece Gennaro dall’Amsicora – all’epoca già affermata – convocò il solo Medda senza mai schierarlo in Finlandia.
La preparazione olimpica fu condotta con scarsa competenza, con allenamenti in montagna più adatti a fondisti che a hockeisti. Inoltre, le competenze tecniche e l’esperienza internazionale di Gennaro, mai azzurro nella sua vita e neppure titolare di peso nelle forti squadre genovesi dell’epoca, unita alla sua scarsa autorevolezza furono una delle concause – oltre il livello non elevato del gruppo, o più studenti in vacanza anche sportivi professionali – allo sfaldamento della squadra sino alla fuga del ferrarese Ravalli mai pubblicamente denunciata1 per andare a vedere l’Italia del calcio, conosciuta nel viaggio in nave verso Helsinki, saltando l’ultima partita contro l’Austria (0-2) la dopo la disfatta (0-5) con al Francia, co cui si era prareggiato (0-0) otto mesi prima. 

Gli azzurri andarono in letargo sino al 1955, quando per i giochi del Mediterraneo l’incarico fu affidato a Mario Zovato un arbitro romano, anche lui coadiuvato da un tecnico tedesco, Hans Scherbart2. Un pareggio con la Francia e 2 sconfitte con Spagna ed Egitto il loro bilancio. Medaglia di bronzo, perchè i partecipanti furono 3.
Arriviamo al 1957 con l’ingaggio di tecnico di valore: l’indiano Rex Norris che aveva già lavorato in Inghilterrae in Olanda. DS ancora Zovato. Molte amichevoli con club olandesi e poi nel 1958 solo tre gare ufficiali con la Jugoslavia (1-1) e 2 sconfitte, perchè la morte di Zovato fece subentrare nel 1959 ancora un genovese Gigetto Bolognesi. Fra le tante  curiosità, per noi oggi stranezze, è che spesso le nazional fra loro giocavano di fronte a grandi pubblici Nel 1958 nell’incontro di ritorno al Maksimir di Zagabria la Jugoslavia di Gabrijelcic battè 3-0  gli azzurri di fronte a 30.000 spettatori.
In preparazione per Roma ’60 furono giocate 12 partite: 3 vittorie 1 pareggio e 8 sconfitte. Un presagio per l’esito olimpico. L’Italia fini 13^ su 15 (ritirata la Danimarca) con 3 sconfitte, 1 pareggio e 1 vittoria nell’ultima gara con il Giappone. Poi altra lunga sosta sino al 1963.

  1. Intervista di Bruno Gennaro a https://hockeyliguria.it/stampa.php ↩︎
  2. Fu medaglia d’argento ai Giochi olimpici di Berlino 1936 vestì 31 come attaccante la casacca della nazionale tedesca tra il 1928 e il 1940 e fu campione di Germania nel 1940 con il Berliner SV 1892 ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore