Oggi ricorre l’80° anno dallo storico titolo vinto dagli spezzini nelle finali contro Venezia e grande Torino. Il primo riguarda anche l’Amsicora e la finale scudetto del 1963. Il secondo del 1944 fu riconosciuto nel 2002 dalla FIGC. Cioè l’enorme pachidermica federcalcio è stata più veloce dalla piccola federhockey
Nella foto la dimostrazione palese dell’atto concordato di sospensione della partita di finale del 1963 con di spalle il medico di campo dottoressa Marranzini e persino un agente di polizia a certificare il fatto
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La FIGC, non la federfreccette, da tempo ha reso allo Spezia il titolo di cui venne defraudato nel 1944. Uno scudetto meritato, ma che può essere considerato controverso per diversi motivi. D’altro canto la FIH – dopo anni di mio martellamento ora che arrivata anche della richiesta formale dei protagonisti della disciolta MDA Roma e della SG Amsicora – nega ancora l’attribuzione ex aequo del titolo del 1963 con pretese di controlli giuridici o peggio della difficoltà di farlo a fine mandato, quando però riforma i campionati (sic!). Questa volta potremmo tutti accettare anche una delibera presidenziale!
61 anni fa la partita venne sospesa dagli arbitri su richiesta del medico di campo, però non solo fu mai più fatta ripetere, come invece avvenne in caso analogo nel 1958, ma i protagonisti furono colpiti da pesanti e ingiustificate sanzioni per abbandono del campo.
La storia dell’hockey è nota e la potere trovare nel link in nota1Cosa accadde invece nel calcio? Anno 1944, infuriava la II guerra mondiale, l’Italia era divisa dalla linea gotica, la federcalcio sposto la propria sede a Milano e organizzò un “Campionato di divisione nazionale misto” lo Spezia per partecipare stringe un accordo con i Vigili del Fuoco assumendo il nome provvisorio di VV.F. Spezia per allestire una squadra in grado di affrontare il campionato Alta Italia al termine del quale gli aquilotti approdarono al girone finale insieme con Venezia e al Grande Torino di Vittorio Pozzo, campione d’Italia in carica.
Il 9 luglio 1944 iniziarono le finali: il pareggio tra Spezia e Venezia per 1-1 sembrò spianare la strada al Torino per la riconquista del titolo; una settimana dopo, il 16 luglio, lo Spezia batté e invece i favoritissimi Granata per 2-1, con doppietta di Angelini intervallata dal momentaneo pareggio di Piola, sovvertendo qualsiasi pronostico. La partita viene disputata in un’Arena di Milano semideserta per il timore di attentati dei gappisti partigiani. Il 20 luglio il Torino travolse infine il Venezia per 5-2 decretando il successo della formazione spezzina forte dei suoi 3 punti, contro i 2 del Torino e l’unico del Venezia, perché a quei tempi la vittoria assennava 2 punti e non 3.
Al termine del conflitto la nuova FIGC, su pressione torinista che rimase così campione incarica – in contraddizione con quanto predisposto all’inizio di quel torneo – non riconobbe il titolo. Sino all’atto riparatore del 22 gennaio 2002.





