Storia

#olimpiadi (12) SI RIVIDE LA GRAN BRETAGNA, POI TANTA GERMANIA, AUSTRALIA E L’ORO SPAGNOLO

Fra gli ori olimpici inglesi del 1988 anche un tesserato del CUS Catania, Nel 1992 a Barcellona vinse a sorpresa il torneo femminile la squadra di casa gli altri due ori andarono alle Hockeyroos a Seul e agli Homomas in Catalogn

Nella foto le 16 azzurre di Auckland 1991: Vecchiato, Ughetto, Stizzoli, Gervasi, Cotelli, S. Zampetti, Scalia, Giuliani, Roggero, D. Zampetti, Mazzoleni (Charrier, Camoglio, A. Giulianelli, Nobili, Rodo) 

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Quattro anni per attraversare l’oceano Pacifico da Los Angeles a Seul. Eravamo rimasti al bronzo della Gran Bretagna. C’erano voluti 32 anni ai sudditi di his Majestic per conquistare ancora una medaglia.
In Corea dopo 80 anni, si materializzò di nuovo il metallo più prezioso grazie a: Ian Taylor, Stephen Martin, Paul Barber, Jon Potter, Richard Dodds, Richard Leman, Stephen Batchelor, Sean Kerly, Kulbir Bhaura che c’erano anche in California.
I nuovi furono: Robert Clift, David Faulkner, Russell Garcia, Martyn Grimley, Jimmy Kirkwood, Veryan Pappin, Imran Sherwani.
Un discorso a parte merita il vice capitano Paul Barber. Quando nel 1986 l’Inghilterra vinse l’argento mondiale. Fu lui a segnare i due gol decisivi in semifinale (2-1) alla Germania. Nella sua lunghissima carriera vestì 99 volte la maglia inglese e 68 quella britannica, un’enormità per quei tempi.
Detto del veterano qualche parola su due novizi. Russel Garcia l’incredibile giramondo, ha giocato nel Real Club de Polo, nell’HDM in Olanda e nell’Harvestehuder THC in Germania, è stato tesserato anche dal CUS Catania in Italia.
Il pakistano Imran Sherwani, uno dei due asiatici presenti in squadra con l’indiano Kulbir Bhaura, segnò due dei tre gol in finale contro la Germania (3-1), ma chi si erse come baluardo quasi insuperabile fu Ian Taylor, senza dubbio il miglior portiere della sua generazione.
La Germania in semifinale aveva superato l’Olanda (2-1) poi vittoriosa, per il bronzo, sull’Australia (2-1) a sua volta eliminata dalla GB (2-3). 

La Germania presentò gli argenti di Los Angeles: Stefan Blöcher, Dirk Brinkmann, Heiner Dopp, Carsten Fischer, Eckhard Schmidt-Opper, e non Carsten, ma Andreas Keller, che poi giocò a Bra.
L’Olanda, dopo 36 anni, tornò sul podio. Con un gruppo che già aveva fatto benissimo ai mondiali e nei Champions Trophy. Accanto ai vecchi Steens e Hidde Kruize (fratello di Ties e Hans e figlio di Roepie di cui abbiamo già parlato), un gruppo di giovani, Taco van den Honert, Floris Boevelander, Maurits Crucq, Jacques Brinkman, con cui l’Olanda aveva rifondato, dopo il 1984, la nazionale.
Il primo ad esordire era stato però, Marc Delissen nell’ottobre 1884, e via via sino al 1987 (Champions Trophy contro l’Argentina) il portiere Jansen.
L’Australia si consolò con il femminile. Un nome su tutte: Rechelle Hawkes, la “più mitica” capitana delle Hockeyroos. Quattro olimpiadi, sino a Sidney, due World Cup (1994, 1998) e cinque Champions Trophy (1991, 1993, 1995, 1997, 1999) con 250 “caps” questo il suo incredibile ruolino. In quel gruppo d’oro c’era anche la veterana italiana Sandra Sandy Pisoni.
La sorpresa fu però la Corea, se i maschi giunsero decimi, le donne conquistarono un incredibile argento. Davanti all’Olanda.

Dopo vent’anni, Vent’anni dopo scriverebbe Alexander Dumas, l’olimpiade tornò in Europa occidentale. Il muro di Berlino era caduto l’11 novembre ‘89. Glasnost, perestrojka e poi Boris Eltsin avevano affondato l’impero comunista.
Così a Barcellona ’92 anziché l’URSS, si presentò la CSI, una confederazione di 12 repubbliche. Tranne le tre baltiche, tutte le ex sovietiche. Di fatto erano già 12 entità statuali.
Dal settimo posto di Seul l’Unified team scivolò alla decima piazza.
Per l’oro ci si aspettava l’Olanda, invece in semifinale l’Australia vinse 3-2, poi la Germania ebbe la meglio in finale. Aussies e Panzer avevano pareggiato nel girone, dove chiusero primi gli australiani per differenza reti.
I kookaburras incrociarono con l’Olanda, mentre la Germania se la vide con il redivivo Pakistan, unica squadra a punteggio pieno. Prevalsero (2-1) i tedeschi che vinsero con lo stesso punteggio la finale.
Per il bronzo il Pakistan superò ancora (4-3) l’Olanda, sempre in difficoltà alle olimpiadi.
Questa la Germania biolimpionica Christopher Reitz (P), Michael Knauth, Carsten Fischer, Jan-Peter Tewes, Volker Fried, Klaus Michler, Andreas Keller, Michael Metz, Christian Blunck, Sven Meinhardt, Michael Hilgers, Andreas Becker, Stefan Saliger, Stefan Tewes, Christian Mayerhöfer, Oliver Kurtz.
Tanti nomi noti, alcuni visti anche in Italia (Sven Meinhardt, Andreas Keller). Anche nell’Argentina, finita 11^ (7-3 all’Egitto) c’erano due nomi “italiani”: Fernando Ferrara, che poi vestì la maglia azzurra e fu CT delle nazionali e Rolo Perez giocatore di Villafranca e poi Superba HC a Genova.

Nel femminile presente l’Australia, campione in carica, l’Olanda campione del mondo, la Spagna, paese ospite, giostrarono anche cinque squadre provenienti dal preolimpico di Auckland ’91 dove l’Italia giunse 12^.
Queste le azzurre: Vecchiato, Ughetto, Stizzoli, Gervasi, Cotelli, S. Zampetti, Scalia, Giuliani, Roggero, D. Zampetti D, Mazzoleni, Nobili, A. Giulianelli, Camoglio, Rodo, Charrier. Persero sempre, tranne il 2-2 con il Canada.
Australia e Olanda delusero, quinte le Hockeyroos, seste le oranje. In semifinale la Germania superò (2-1) una sorprendente Gran Bretagna (poi bronzo sulla Corea, 4-3), mentre la sorpresa coreana dell’88, ormai consolidata realtà, cedette (1-2) alla ancora più sorpresa spagnola.
Sorpresa ancora più inaspettata perché in finale vinse (2-1) anche con la Germania.
Oro olimpico per: Anna Maiques, Celia Correa, Elisabeth Maragall, María Ángeles Rodríguez, María Carmen Barea, Marívi González, Maider Tellería, María Isabel Martínez, Mercedes Coghen, Nagore Gabellanes, Natalia Dorado, Nuria Olivé, Silvia Manrique, Sonia Barrio, Teresa Motos, Virginia Ramírez.

Nel preolimpico italiano di Auckland fecero meglio i maschi finiti settimi, su 12, e prima riserva europea. Gli azzurri compromisero la qualificazione perdendo le prime due partite (0-2) con l’Irlanda che poi giunse alle loro spalle e di misura la sfida fondamentale con la CSI (3-2).
Pareggiarono poi con Canada (3-3), Nuova Zelanda (1-1), vinsero con il Giappone e nella finalina per il settimo posto surclassarono 3-0 la Francia. Queta al comitiva italiana: Ghirardi, Manzoni, Farci, Folena, Biasetton, Raggio, Capone, R. Giuliani, P. Giuliani, Pucci, Dubois. (Moscioni, Moro, Dallari, Sapienza, Silenzi).
Le ragazze subirono 6 sconfitte (Gran Bretagna 0-5, Cina 2-4, due volte Irlanda 0-1 e 1-3, Argentina 0-1, Francia 1-3) e un solo pareggio con il Canada 2-2. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore