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#personaggi CAMILLA “UP” NIOLA 100 % HOCKEISTA E MATURA

La campionessa europea di parahokey ha bissato la medaglia d’oro della FIH con il 100 conseguito all’esame di maturità. Notizia candidata a news dell’anno di Hockeylove

Nelle foto Maria Camilla Niola dopo l’esame e sul campo di hockey

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Questa volta la partita non si è giocata sul campo di Mönchengladbach dove Maria Camilla e gli altri Invincibili sono stati protagonisti, come i più celebrati hockeisti del mondo, durante gli europei del 2023.
Davanti non si è trovata il Belgio ma la commissione d’esame di maturità del corso di turismo nell’ambito del settore economico, la stessa dei suoi compagni di classe della 5^ dell’istituto tecnico statale Aterno Manthonè di Pescara.
L’esito identico: in Germania la medaglia d’oro, a Pescara il punteggio di 100 su 100, al termine di un percorso scolastico con lo stesso piano di studi della sua classe. Al termine degli scritti in Italiano ed economia ha discusso, anche in lingua inglese e spagnola, un argomento collegato a tutte le materie curricolari.

Non una novità per Maria Camilla che come spiega papà Maurizio: “sino dall’asilo ha fatto un percorso che ne mettesse in riassalto le potenzialità con attenzione all’inserimento. Lei ad esempio scrive in corsivo a differenza di molti altri ragazzi down che lo fanno in stampatello, già in quarta le insegnanti l’hanno indirizzata verso il percorso pieno”.
Già perchè il successo già di per sé straordinario diventa fantasmagorico se aggiungo che Maria Camilla è affetta da sindrome di Down.
Ha goduto del pieno appoggio degli insegnanti curricolari e di sostegno, anche se il più grosso supporto – continua Maurizio Niola – arriva da mamma Ida che ha lasciato il lavoro per seguirla sino dalla nascita”.

Così mamma Ida mette in risalto le peculiarità caratteriali della figlia: “È molto determinata caparbia e tenace pervasa dal desiderio di fare come i suoi compagni di scuola. Ci ha messo il cuore per essere alla pari. Le difficoltà ci sono state, come nel ripetere le lezioni più volte, ma ha sempre mostrato disponibilità anche quando era stanca, senza però ammetterlo”.
Un altro aspetto del suo carattere è proprio questo come ben sa il suo mentore sportivo il professore Ruggero Visini, che sino da bambina l’ha avviata allo sport che poi è culminato nel parahockey, per la sua altissima valorialità educativa e formativa. 

Adesso la parola alla diciannovenne neo diplomata: “Questa è stata la maggiore soddisfazione della mia vita, la metto davanti a tutto. Con il successo con i miei compagni nel parahockey”.
– Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Mi piacerebbe dedicarmi al massaggio curativo, ho cominciato a farlo con Blerina la mamma di Ilaria una mia compagna di sport”.
Perchè non immaginare un percorso verso la fisioterapia sportiva per mettere insieme questa nuova passione con l’ambiente a lei più congeniale dove grazie alla sua famiglia e all’associazione “Uguali nello sport” è crescita e si avvia a diventare donna pienamente matura, certificata anche da questo 100 su 100!  

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore