L’hockey moderno nacque con l’olimpiade canadese non solo per il nuovo manto fornito dalla californiana Monsanto, ma per la svolta nei vertici delle classifiche mondiale e incredibile a farlo fu la Nuova Zelanda, apripista del successivo potere olandese, australiano e tedesco
Nelle foto di alcun anni fa il coach neozelandese di allora Christensen con 4 dei suoi ragazzi: Selwyn Meister, Ineson, Gillespie e il portiere Manning; sotto la gioia di Chesney dopo la vittoria sull’Australia nel 1976
__________________________________________________
Nella precedente puntata si questa storia olimpica dell’hockey ho scritto, meglio ho titolato, di ultimi fuochi per india e Pakistan fra il 1964 e il 1972 eppure il medagliere olimpico riporta ancora due ori per l’India nel 1980 e per il Pakistan nel 1984. Un errore? No, intanto ci fu la cesura del 1976 a Montreal, la prima olimpiade sul sintetico, con la doppietta dell’Oceania e poi perché a Mosca l’olimpiade dell’hockey fu una mezza farsa senza le 6 migliori nazionali dell’epoca e infine perché l’oro di Los Angeles fu l’impresa isolata di una grande squadra al tramonto, con l’india che chiuse solo quinta. Infatti dopo il 1984 il Pakistan fuori dall’Asia ottiene solo due successi, entrambi nel 1994: Coppa del Mondo e Champions Trophy.

Do subito una notizia nostrana: a Montreal si conclude la scalata alla vetta degli arbitri italiani cominciata a Tokyo da Rino Lelli. In Canada toccò all’arbitro italiano fischiare l’unico oro della Nuova Zelanda in un derby tutto oceanico. In otto anni dal 5° al 1° posto, passando per il 3°: una scalata degna di Ardito Desio e Walter Bonatti, compiuta invece mezzo secolo fa dagli arbitri italiani. Un esempio lontano, ma sempre valido.
Il Molson Stadium nella Mc Gill University di Montreal è uno dei luoghi più importanti della storia dell’hockey. È lì che dal 14 al 30 luglio 1976 si svolse la prima olimpiade sull’erba sintetica. Una rivoluzione epocale per l’hockey mondiale. Un’olimpiade con epilogo a sorpresa e un prologo inquietante. I giochi canadesi prevedevano 12 nazionali, al via ce ne furono solo 11. Perché?
A Montreal rischiò di non esserci la Nuova Zelanda, la squadra che poi vinse. Una vittoria straordinaria perché è l’unica della sua storia. Invece non si presentò il Kenya. Il comitato olimpico di Nairobi chiese al CIO di bandire i neozelandesi, rei di aver giocato a rugby contro il Sud Africa, dove all’epoca vigeva il principio legale dell’apartheid. La scelta del governo mondiale dello sport non fu così drastica, allora il Kenya disertò i giochi.
Fu l’olimpiade del definitivo sorpasso europeo sull’Asia, anche se a compierlo furono gli anglosassoni australi. Anche se come scritto in premessa l’India sarà ancora d’oro nella mezza olimpiade di Mosca 1980 e il Pakistan vincerà ancora nel 1984 a Los Angeles.
Ecco i nomi dei sedici ori di Montreal. Nuova Zelanda olimpionica 1976: Trevor Manning (GK), Paul Ackerley, Jeff Archibald, Arthur Borren, Alan Chesney, John Christensen, Greg Dayman, Tony Ineson, Barry Maister, Selwyn Maister, Alan McIntyre, Neil McLeod, Arthur Parkin, Mohan Patel, Ramesh Patel, Les Wilson (GK).
Nomi che diranno poco a molti. Ecco allora alcune curiosità: Arthur Borren era olandese di Eindhoven; Alan McIntyre, il centravanti esordì a soli 15 anni subito dopo i giochi di Tokyo ’64 ed era alla sua terza olimpiade; due le coppie di fratelli Barry – membro del CIO dal 2010 – e Selwyn Maister e Mohan e Ramesh Patel questi segnò il gol nel terzo supplementare con la Spagna che spalancò la porta della semifinale; Tony Ineson detto “Arnold” era il capitano e fu l’autore dei gol più importanti, entrambi su corto, in finale e in semifinale con l’Olanda.
Fra gli altri protagonisti di quei giochi, il canadese Joe Sakic capocannoniere con 11 gol di cui 6 su corto, uno si rigore e 4 su lungo! L’australiano Ronald Riley segnò 7 gol su azione. Il catalano Juan Amat, nomen omen, sette complessivi. Tra gli Amat, a Roma c’era Pedro, più avanti troveremo Jaime e Pablo (Pol in catalano).
Questi i risultati principali. In semifinale: Nuova Zelanda – Olanda 2-1 e Pakistan – Australia 1-2. In finale Nuova Zelanda – Australia 1-0. Per il terzo posto Pakistan – Olanda 3-2.





