Micidiale la sua capacità di saltate l’avversaria e creare superiorità numerica. Ha fatto la fortuna di due nazionali Ucraina e Italia e a Cagliari, ormai sua dimora definitiva, dell’Amsicora
Nella foto Maryna Vynohradova
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30 giugno 2024. Tanti auguri e grazie di essere una di noi.
Maryna ha festeggiato in anticipo con la conquista della Super Coppa, la prima femminile nella storia dell’Amsicora e con il riconoscimento di miglior giocatrice, dopo che anche quest’anno, ha dato il suo contributo alla causa della società che l’ha adottata potando il nono scudetto femminile alla società del presidente Dedoni e del vice Fabio Mureddu. La sua importanza emerge ancora più quando mancò, come in alcune partite decisive della parte finale della stagione precedente.
Maryna è sulla breccia da un tempo così lungo che non c’è hockeista di ogni età che non abbia avuto un contatto con lei. Gioca sempre con la leggerezza della ragazzina che arrivò in Italia già famosa per le sue ottime prove con l’Ucraina.
Nel 2002 partecipò alla sua prima Coppa del Mondo con l’Ucraina a Perth. Nel 2015 al mondiale indoor è sesta sempre con la repubblica di Kiev. Nel 2018 esordì con l’Italia, e in due anni ha messo insieme quasi lo stesso numero di presenze che aveva collezionato fra prato e indoor con la sua nazionale di origine.
A livello di club ha partecipato a tutte le principali competizioni in europee su prato con l’Amsicora e a indoor con il Sumchamka, l’ultima delle quali a metà febbraio 2020 salendo sul podio dietro Düsseldorfer e HDM.
In Italia è arrivata al CUS Catania, poi ha cambiato isola, a Cagliari si è sposata e ha messo su casa. Una carriera davvero infinita che testimonia la qualità del suo hockey e che ha portato in via dei Salinieri 5 dei 9 scudetti femminili del club più titolato d’Italia.
Nel giorno del tuo compleanno, con tutti gli amici di Hockeylove, mi piace augurarti il meglio che l’hockey ti potrà ancora riservare.





