Un recente articolo intervista su Okey.be il supplemento hockeistico del quotidiano francofono La Libre presenta Lucia Caruso come la possibile prossima numero 1
Nelle foto pubblicate da La Libre Caruso in azzurro con Mirabella e con la maglia del Saint Georges

(Philippe Demaret su Okey.lalbre.be – traduzione di Renato Sirigu)
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Coloro che seguono la Nationale 1 Dames si saranno stupiti di vedere le prestazioni del Saint Georges capace di tenere testa a diverse delle migliori squadre del campionato. Uno dei punti di forza di questa squadra è stato la sua portiera, un’italiana di nome Lucia Caruso. Cercando un po’, scopriamo che questa giovane donna altro non è che il portiere della squadra italiana: 26 anni, in precedenza selezionata per l’U18 nel 2014 argentina con cui ha partecipato al campionato panamericano, poi inserita nel 2021 a EuroHockey di Amsterdam vestendo 27 volte la maglia azzurra; essendo nominata miglior portiere dell’EuroHockey 2023 a Mönchengladbach.
Lucia Caruso ha iniziato la sua carriera di a Cordoba in Argentina, nel La Salle Hockey Club. Decise di dedicarsi interamente all’hockey quando sbarcò nel 2018 al club di Temse. Poi gioca successivamente in Spagna al R.S de Tenis la Magdalena, allo Stade Français, all’HC Argentia in Italia, e durante la stagione 2022/2023 al club spagnolo di Sanse Complutense. È tornata in Belgio per i buoni uffici dell’allenatore del Saint Georges Julio Sacaluga.
“Il club aveva bisogno di un portiere e sono super felice di essere arrivata in questo club che mi ha accolto benissimo fin dal primo minuto. La squadra è bella ed è molto competitiva, facendo buoni risultati contro le migliori squadre. Ho scoperto che il campionato belga è cresciuto in qualità negli ultimi anni. La cosa buona è che la Nationale 1 è molto equilibrata e ogni squadra può realizzare un’impresa; tutti possono battere tutti”. Il portiere ha ricevuto molte proposte dall’esterno ma continuerà la prossima stagione con il Saint Georges.
La squadra femminile italiana è 19° mondiale e si trova al confine tra la divisione A e B europea. Il campionato italiano non è di altissimo livello e le migliori giocatrici sono sparse in diversi paesi europei, tra cui gran parte in Belgio.
“Ho disputato le coppe europee A e B, una qualificazione per la Coppa del Mondo, una qualificazione olimpica e due Nation’s Cup. Ogni volta non è facile riunire tutte le giocatrici e abbiamo certamente meno fasi di preparazione rispetto alle altre squadre: è un handicap. Ma stiamo facendo bene, perché ogni ragazza della squadra fa del suo meglio per arrivare in buona forma ai raduni”.
Con ciò che apprende nella squadra nazionale, il portiere dice di imparare e fare esperienza; non solo per il suo paese, ma anche per il suo club. Per diventare un portiere numero 1.





