Neppure Eschilo o Sofocle avrebbero potuto partorire un dramma simile neppure il teatro di Siracusa potrebbe contenere un dolore così grande
Nella foto di Monica Heitmann il sorriso delle ragazze di Valverde, che oggi si è spento
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Lo sport è un mondo eroi, di imprese epiche e di sconfitte, poi ci sono i drammi, come quello di Simpson al Tour de France che s’accascia e muore scalando il Tourmalet, di Dorando Pietri che barcollando dopo 42 e passa chilometri a pochi metri dal traguardo olimpionico di Londra 1908 viene sorretto e quindi squalificato. Quello di oggi che si è consumato fra Valverde e Catania per noi hockeisti assume una valenza quasi pari.
La squadra di Valverde ha lottato in condizioni molto difficili per tutto il campionato, poteva giocarsi il titolo, che poi peraltro l’Amsicora ha legittimato con il successo su Torino, ma questa possibilità è venuta meno ieri sera quando gli ultimi tentativi fatti dalla società, che poi è Antonino Corsaro (questo è uno dei mali endemici del nostro hockey, spesso un uomo o una donna soli a sbattersi per tirare avanti la baracca), di coprire il costo dei circa 5.000 euro che servivano per andare a Bra è naufragata. Ne mancavano meno della metà, ma le ultime risposte non sono state positive e l’agenzia non ha staccato i biglietti.
Questo non può (lo farà il giudice sportivo con piena legittimità) essere sportivamente derubato a rinuncia. Questa è la conclusione di decenni – qui non tiro in ballo solo l’attuale gestione – di dissennate scelte federali che hanno eroso il senso della solidarietà hanno minato il concetto di comunità hanno dato stura alla perversione del clientelismo.
Abbiamo perso tutti, non muovo colpe ad Antonino Corsaro, ma avessi conosciuto la situazione mi sarei personalmente impegnato in una raccolta fondi immediata, avremmo raggiunto la cifra necessaria. Però comprendo l’orgoglio e purtroppo rimpiango di non essere stato in grado di far sentire in tutti noi il senso di comunità che ci dovrebbe affratellare come hockeisti.
Ho perso, abbiamo perso tutti. Onore alle ragazze del Valverde, che hanno giocato, hanno lottato hanno contribuito di tasca alle precedenti trasferte, hanno aiutato concretamente le compagne arrivate da lontano.
Questa storia non può finire così con una sconfitta a tavolino e i punti di penalizzazione. Ci deve insegnare, in primis alla federhockey, di essere vicino alla società di captare i loro bisogni. Quest’anno le rinunce sono fioccate, tutti segnali rimasti inascoltati, ma mai ce ne fu uno disperato come questo. Tutti sanno quanto ho lottato contro certo malcostume, ci ho messo la faccia ho rimediato una squalifica a vita. Mai come oggi mi sento siciliano e spero che tutti gli hockeisti d’Italia oggi lo siano perchè la solidarietà è un valore irrinunciabile.





