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#assemblea FLAVIO LA GIOIA È IL CANDIDATO PRESIDENTE 

Leader prescelto di una squadra anche conta già su due big dell’hockey italiano: Franco Melis e Fabio Mureddu. Finalmente trova spazio la competenza di veri hockeisti, professionisti di prestigio nella vita sociale, appassionati e disponibili. C’è spazio per tutti nel progetto di rinnovamento: nessuno deve rimanere indietro, perchè l’hockey è di tutti quelli che lo amano. Non più briciole che cadono dal tavolo, ma a ciascuno la sua fetta di torta

Nella foto i tre candidati, i numeri e la logica del programma del sondaggio 

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Hanno partecipato 75 società di hockey di tutti i vari campionati di 14 regioni in rappresentanza del 70% dei voti già assegnati secondo l’attività dell’anno sportivo 2023- 24 ovvero 251 voti, ne mancano ancora 11,75 che saranno distribuiti da qui a fine mese . Il sondaggio per la scelta del candidato presidente ha raccolto 174,25  voti che rappresentano ben oltre i due terzi dei voti assembleari già assegnati, una scelta forte e netta che a otto mesi dall’assemblea elettiva senza parlare ancora di scelte di campo delinea una fortissima coesione sul programma di “L’Hockey cresce con gli hockeisti di ieri oggi e domani”

Adesso il movimento cinque bastoni come qualcuno simpaticamente lo ha battezzato ha anche non solo il candidato presidente ma una triade prestigiosa che corrisponde ai criteri che l’ampio movimento di società che ha partecipato al sondaggio di designazione aveva condiviso.  Flavio La Gioia avvocato romano presidente dell’HC EUR è stato indicato a maggioranza, ma ampia anche la popolarità del presidente del comitato regionale Liguria Franco Melis e del vicepresidente della società ginnastica Amsicora Fabio Murreddu

La novità oltre il sistema di scelta che ha ribaltato il vecchio principio di un candidato che impone il suo programma ai suoi potenziali elettori risiede nel fatto che non si è trattato di primarie a eliminazione ma dell’individuazione del primus inter pares di un gruppo dirigente che andrà via via aumentando e consolidandosi. I numeri parlano chiaro e la campagna elettorale non è ancora partita. L’hockey italiano aveva bisogno di una svecchiata nei nomi nei contenuti e nei metodi. Non basterà un ciclo olimpico a rimuovere le macerie e a ricostruire la casa comune, ma questo è il primo passo

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore