L’esordiente Maria Lunghi al 60’ segna il meritato gol azzurro che gratifica un impegno mai domo
Nella foto Federica Carta qui contro la Corea, la capitana con tutte le compagne ha offerto il massimo possibile nelle condizioni date
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L’Italia parte all’attacco e occupa il centrocampo spagnolo. Sono in maglia azzurra l’azzurro Savoia, che solo il fascismo osò occultare ai mondine di calcio del 1938 nel quarto di finale di Marsiglia con la Francia, adoro l’azzurro che rappresenta la nostra patria sportiva, la nostra identità di nazione al vertice da sempre dello sport mondiale sublimata dalle parole e dalle note scritte dai miei corregionali Mameli e Novavo nell’inno degli italiani. Amo queste ragazze che per i due terzi parlano un italiano incerto ma difendono con orgoglio i nostri colori come difendono al 6’ il primo corto ottenuto dalla Spagna.
Ho scritto che sarebbe stata durissima. Lo è davvero. La Spagna gioca al suo 100%, ma il primo quarto finisce 0-0, con l’Italia non remissiva. Al 18’ un corto articolato su due passaggi verso destra porta al gol di Amundson. La Spagna aumenta la pressione, Avevo scritto stamane che sarebbe stata durissima.
Sino a quando le italiana avranno fiato la linea del Piave può tenere. Il tema è che senza preparazione c’è chi le ha condotte a Caporetto. Sul corto successivo al 23’ le azzurre sono costrette a difendere in 4, viene trasformato ma fatto ripetere. Tira Riera anziché Gine cambia palo e la mette comunque dentro: 2-0. Al 27’ Bruni in contropiede prova a impensierire Clara Perez ma l’uscita del portiere spagnolo è sicura.
La Spagna non solo è brava, si allena, ha una federazione efficiente, ma ha pure studiato. L’Italia schiera il migliore portiere al mondo? E allora i corti glieli deve mettere raso terra a spolverare il palo. Così il penalty corner numero quattro trasforma nel terzo gol. La Spagna continua, ma anche l’Italia prende un corto e aggiusta anche la difesa sui penalty corner che salgono a 6, al netto dei consecutivi.
Anche sullo 0-3 al 56’ un’azione prolungata in attacco chiusa da un grande rovescio di Carta che sfuma sul palo opposto non trova per un nulla il tap-in di Bruni. Alla fine è maria Lunghi a mettere il sigillo dell’1-3 su una prestazione di abnegazione coraggio indomito.





