Contro l’Irlanda diciotto combattenti che lottano senza preparazione, senza conoscersi, con uno staff improvvisato, sono pure sfortunate, in almeno un paio di decisioni incocciano l’arbitro gallese in confusione con se stessa e nel quarto periodo non sfruttano gli ultimi due corti
Nella foto la tabella di tutti gli scontri fra Italia e Irlanda dal 1987: un’avversaria difficile, ma negli ultimi 12 precedenti dal 2008 in poi le azzurre avevano ottenuto 6 risultati positivi (due vittorie e 4 pareggi) contro i 3 dei 20 anni antecedenti
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Inizia con un ritardo di 10’ la partita delle azzurre. Nella precedente la Nuova Zelanda pareggia (2-2) dopo aver sprecato 8 corti e trasformato solo uno dei due rigori ottenuto, quello da corto. Insoddisfatto però anche il Giappone che si era portato sul 2-0 nella spia metà di gara.
E parte subito in salita con il gol di Carey al 4’ liberissima sul palo di destra di Caruso con tutta la difesa azzurra attratta sulla nostra sinistra; poi una serie di tre corti consecutivi – sul primo a Bruni non riesce nel tap in e sul terzo Laurito prende il palo – non premia quanto meritano le azzurre.
A inizio secondo quarto l’Irlanda ottiene due corti, sul primo si oppone la sdraiata di Caruso sul secondo al 17’ una sfortunata deviazione dell’uscita azzurra fa impennare il drive di McLoughlin (2-0). A 20” dal termine del periodo l’Irlanda sul suo terzo corto trova una conclusione davvero fortunosa ancora di Mc Loughlin che vale però il 3-0.
In mezzo ai due gol tanto dribbling azzurro, con la giustificazione che delle 5 centrocampiste di Mondo solo una – quella meno impiegata (Munitis) – lo è di ruolo, per di più esterna; le altre sono o ex difensore o ex attaccanti riadattate al compito.
All ripresa l’Italia difende bene il quarto corto e sul rapido contropiede pareggia il conto dei corner. Segna pure con una bella deviazione di Oviedo ma l’arbitro gallese pone tanti quesiti al videoumpire sino a quando non riesce a farselo annullare.
La sconfitta ci poteva stare, il passivo no. Ma oltre le motivazioni che vi ho già proposto in cronaca ve ne aggiungo due. Le 18 azzurre assommano 457 presenze, le irlandesi 1089: chi le ha fatte giocare poco un questi anni? Seconda: l’età media è più o meno simile attorno ai 25 anni, ma l’Italia ha un differenziale tra i 20 e i 36 anni, l’Irlanda tra i 21 e i 31. Squadra molto più omogenea





