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#augurisenzaetà GIULIANO SANCINI COLUI CHE FECE LA STORIA  DELL’ARBITRAGGIO IN ITALIA

Nulla di simile prima di lui, nulla di paragonabile dopo di lui: figura carismatica, space di circondarsi di collaboratori adatti al disegno di sviluppo che aveva ipotizzato e poi realizzato

Nella foto Giuliano Sancini

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4 giugno 2024. Tanti auguri e grazie di essere stato uno di noi.

Sono davvero tante le candeline che Giuliano dovrà spengere, non ha senso contarle tutte, ma è più difficile elencare tutti i suoi meriti.
Galeotta fu la figlia. Si avvicinò all’hockey come giocatrice, era il Pontevecchio  che all’epoca si chiamava San Mamolo, fatto sta che fece scoprire al padre arbitro di calcio in attività e futuro guardialinee di partite scudetto quel gioco che in fondo con il pallone tante similitudini le aveva.

All’epoca Bologna era terra di arbitri di prima grandezza Lelli e Tinti avevano diretto alle olimpiadi, neppure moltissimi anni addietro, ma non c’era l’organizzazione. Fu facile per un uomo della personalità di Giuliano acclimatarsi in questo mondo per lui nuovo e diventare in breve il monarca illuminato.
In pochi anni creò un sistema arbitrale di qualità professionale, dalla managerialità efficace ed efficiente. E con una gerarchia improntata al merito.
L’Italia divenne modello europeo. Sfornò internazionali, aprì ai giovani (Curti, Spitaleri, Silvano, Marrari) e costruì un patrimonio, su cui ancora oggi si regge, ormai con le grucce, il sistema attuale.

Giuliano arbitrava con personalità, altri come Adriano De Vecchi conoscevano meglio il gioco e le regole, ma la sua presenza in campo era impareggiabile.
Aprì con intelligenza agli arbitri di calcio, ma tutelò sempre quelli di provenienza hockeista. Mise in piedi una rete numerosa ed efficiente di referenti – coloro che giudicavano le prestazioni – in grado di tenere alto il livello tecnico e sulla corda i meno preparati.
Il sistema basato sulle rose chiuse dalla A1/M a scendere sino ai regionali permetteva ogni anno il ricambio fornendo sempre la massima garanzia di qualità ai campionati.

Nel giorno del tuo compleanno, con tutti gli amici di Hockeylove, mi piace augurarti il meglio che l’hockey, solo vorrai, ti potrà ancora riservare.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore