Dopo tre anni cessa la collaborazione tecnica ma il coach cresciuto nel club rimane nell’ambito della dirigenza
Nella foto di Max Piva Lagori nell’area tecnica a bordo campo
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Andrea Lqgori si prende un anno sabbatico, anche se il richiamo della panchina per lui rimane forte. Si è sempre sentito uomo di campo.
“Per ora resto in società con ruolo dirigenziale. Ho avuto un’ottima proposta dal Belgio, compenso importante e benefit come casa e auto, ma lavoro a Torino, la città è la mia, mi piace e voglio farmi una famiglia”.
Sul suo profilo Facebook ha scritto “Tre anni insieme, dove purtroppo non siamo riusciti a raggiungere l’obbiettivo che ci eravamo dati all’inizio”.
Deluso? “Avevamo programmato la promozione in un triennio (nel frattempo è anche cambiata la strutta dei campionati – NdR) e non ci siamo riusciti. Le cause? dopo la prima partita ci è venuto meno Rizwan l’uomo di maggior caratura internazionale. L’altro pakistano dopo due anni di stop ha fatto avanti e indietro da Brescia dove vive e lavora. Vasquez è arrivato dopo. È indubbio che nonostante la presenza di un fuoriclasse come Demoli qualcosa non abbia funzionato”.
Così nel suo messaggio pubblico addolcisce i toni: “Per questo vi chiedo scusa, perché conosco la vostra voglia di arrivare più in alto ma soprattutto perché meritate di stare più in alto”.
Dopo altri due torinesi, Paolo Cane sotto cui avvenne la salita dalla B, Max Durigan che gestì la fusione con il CUS Torino, Lagori è il terzo che lascia la panchina del Rassemblement. Sarà torinese anche il prossimo? Difficile.





