Un successo per il Trentino che si accoppia con quello dell’HC Riva per il presidente. Un’annata partita con il piede giusto e gestita con leggerezza e il contributo di tutti per l’allenatore. Entrambi riconoscono i meriti di Daniella Possali
Nella foto coach Michele Gobbi promosso alla sua prima stagione, lo storico presidente marco Bisoffi e la squadra dell’UHC Adige
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“Sono contento di questo primato che abbiamo regalato al Trentino. Siamo due società diverse, ma in fondo con molti punti in comune. Noi abbiamo tre pakistani e tutto il resto della rosa è di Mori, come l’HC Riva ha qualche argentino e tutti gl altri ragazzi che sono di Riva. Società di provincia con i piedi per terra. Noi abbiamo patito di essere per troppi anni al vertice e questo ci aveva fatto trascurare il settore giovanile, che ora abbiamo ripreso. Questo è quello che conta”.
Questa le parole del presidente Bisoffi a 24 ore dalla promozione anticipata.
L’altro grande protagonista del successo è Michele Gobbi, allenatore sconosciuto a molti, ma che ha trasmesso all’ambiente le giuste.
– Quali erano le aspettative a inizio stagione?
“Innanzi tutto far capire ai ragazzi che dopo le molte batoste subite negli anni precedenti potevano essere di più, perchè loro valgono di più. Dopo la prima partita di coppa federale ho capito che poteva essere l’anno buono. Ho provato sensazioni positive da subito. Neppure la sconfitta in finale ci coppa o alcune partite di campionato, mi hanno fatto ricredere Sono sempre stato convinto di avere un squadra di A1. Ieri l’attesa più grande è stata per il risultato di Torino. Dopo quello è partita la festa”
– In cosa hai contribuito al successo?
“Ho portato più tranquillità, serenità, che i giocatori si sentissero più responsabilizzati e loro hanno risposto benissimo. D’altronde io non ho grande esperienza hockeistica, i ragazzi hanno risposto molto bene dimostrando un grande attaccano alla maglia”.
– Quanto ti è servito l’insegnamento di Daniela Possali?
“Sostituire Possali sarebbe stato difficile per chiunque, il suo livello è difficile da raggiungere. Lavorare al suo fianco è stato un grande insegnamento. Sono stati due anni, in particolare l’ultimo a contatto con la prima squadra, di grande crescita. Le riconosco il merito di essere una persona che condivide il suo sapere. Ho imparato a vedere cose che senza il suo apporto non avrei visto. Soprattutto ha lasciato una squadra in ottime condizioni”.
Giudizio ampiamente condiviso anche da Marco Bisoffi che vede in lei una risorsa da recuperare all’hockey italiano: “Difficile trovare una persona con la sua competenza, aggiornata, curiosa e sempre pronta a imparare e ha trasmettere con generosità i suo sapere. Come anche Cirilli”.





