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#eurohockey HC BRA A ZAGABRIA PER RITROVARE  FIDUCIA E RISULTATI 

Lontano dalla pressione del campionato la squadra che avrà Antonio Filippone come team manager deve ritrovare prima dei risultati serenità e coesione

Nella foto di Monica Heitmann il carisma di Marco Garbaccio, uno dei punti fermi dell’HC Bra

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Non sarà un esordio comodo quello di oggi alle 18,45 dell’HC Bra sul terreno del Mladost Zagabria, club che organizza l’edizione dell’EuroHockey Club Trophy II Men 2024. I croati a Zagabria sono ancora più ostici che su altri campi e il Mladost rappresenta la tradizione e il presente più importante dell’hockey della nazione votata a San Giuseppe e a San Giacomo.
Gli altri avversari nel girone saranno nell’ordine i danesi di Copenaghen HC, che hanno incrociato i bastoni italiani nel 2022 perdendo 0-3 contro la Polisportiva Ferrini a casa loro e il KS Pomorzanin di Torun squadra polacca di solidissima tradizione rinforzata da un paio di giocatori dell’Est: l’ucraino Luppa, il bielorusso Barysenka e soprattutto dagli internazionali Sellner e dal vecchio capitano già protagonista in Euro Hockey League dal 2011 e con 89 presenze e 58 gol in 8 anni di attività ad altissimo livello con la Polonia.
Nel girone A competeranno gol altri danesi del Slagelse HC i lusitani di Casa Pia Atletico, i turchi di Nizip (Zeugma è un richiamo all’antica città archeologica sul fiume Eufrate) e l’Olimpia Vinnitsa dei connazionali di Koshelenko.

La squadra giallonera si presenta pressoché al completo con le sole assenze del giovane Fini e del secondo portiere Mihai. I pezzi da novanta che hanno contribuito anche in questi ultimi anni a rimpinguare la bacheca dei trofei ci sono tutti. Infatti, come in campionato non è in discussione la qualità dei singoli che non si possono essere improvvisamente imbolsiti, ma qualcosa nel magico meccanismo costruito da Pino Palmieri e perpetrato per un biennio dal trio Berrino-Chiesa-Filippone si è rotto.
L’Europa potrebbe avere effetti benefici sul gruppo che deve ritrovare prima che i risultati serenità e coesione, la vittoria sarà solo la logica conseguenza dell’armonia che i giocatori in campo e in panchina vorranno e sapranno ritrovare. Mauro Chiesa per una volta non ci sarà per impegni di lavoro, come anche il presidente Berrino.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore