Straordinaria promozione per il nostro sport con circa 380 partecipanti fra gli 8 e i 10 anni nella maratona di 5 giornate. E potrebbero essere molti di più con fasi d’istituto propedeutiche e preparatorie al torneo ufficiale. Come basterebbero alcuni piccoli aggiustamenti regolamentari per rendere il gioco ancora più fluido e spettacolare
Nella foto una fase della giornata di play off
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Non è ancora tempo di bilanci, ma un plauso va fatto subito al presidente regionale Franco Melis che ha reso possibile questo evento; al comitato regionale (Massimo Canepa direttore del torneo); agli arbitri (Laureana e Martini, visto l’orario mattinale che ha impedito ai più giovani di essere presenti), alle 4 società (Bad Lake, Genova HC, Genova Hockey, 1980, HC Rainbow, in stretto ordine alfabetico) che hanno preparato le scuole e ai loro allenatori; ai genitori che hanno funto da accompagnatori preziosi. E non certo ultimo, anzi primissimo plauso alla splendida certosina, curata ed efficace organizzazione sovrintesa da Ludovica Mantovani ed eseguita da uno staff di giovanissimi davvero in gamba.
Susanna Fontanarossa, Mazzini A, Mazzini C vanno al play off 2/A, si piazzano invece nel play-off 2/B D’Albertis, Embriaco A e come migliore seconda la Embriaco E con differenza reti di un gol migliore rispetto alla Mazzini E sconfitta 5-0 dalla Mazzini C nel play-off 1/C.
Nel primo gruppo troviamo la Fontanrossa dell’IC Quezzi che fa capo al Genova Hockey 1980 e due squadre dell’IC Barabino (Mazzini A e C) che sono seguite dal Bad Lake. Contubernio D’Albertis e le due squadre dell’Embriaco sono ascrivibili invece al Genova HC che così ne porta tre in questa fase finale sulle 26 iscritte inizialmente.
Sono 4 gli istituti rappresentati alla fine della maratona del Ravano che coprono buona parte della città infatti si va dal Ponente (Sampierdarena), al cento storico, alla bassa Val Bisagno e Quezzi. L’hockey a Genova è oggi popolare come non mai diffuso e radicato in molti quartieri della città e riconoscibile e conosciuto come mai prima.
Oggi dopo aver assistito alle partite, mentre stavo pagando il conto in un ristorante di Pegli il giovane proprietario ha colto un pezzo di una mia telefonata e mi ha chiesto: “Calcio?”, “No hockey” gli ho risposto e ho soggiunto “Come lo conosce?”
“L’ho visto giocare al Lagaccio e poi c’è una mia amica anche ha giocato”. Ecco sotto questo cielo non ti chiedono più dove tieni il cavallo o come fai a pattinare sul prato o peggio “non strappi il panno del biliardo con una stecca così grossa”. Anche merito dell’enorme promozione del trofeo Ravano- Coppa Mantovani.





