Un decennio di dominio assoluto: 5 scudetti sui 7 assegnati, il primo titolo femminile. Presenza predominante nei Littoriali e nelle prime 9 partite della nazionale (1938/1943)
Nella foto il GUF Genova campione d’Italia 1940
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Dopo la breve stagione d’inizio XX secolo a Bordighera e Sanremo, Genova si mise a capo della regione e rispose immediatamente al proclama del camerata Zanelotti, fiduciario per Sampierdarena per l’hockey che convocò il primo allenamento affidato allo svizzero Kurt Reber (Zuricher HC) il 24 novembre. Poi posticipato al 6 dicembre sul campo della centrale del latte di Teglia. Intanto presso la casa littoria si erano svolte le prime lezioni teoriche.
Ben presto dai primi 9 adepti si passò ai 43 del 1938 che parteciparono con due squadre all’attività di campionati (GUF e Centrale del latte) e dei littoriali i campionati universitari di allora. Dal 1938, anno del primo campionato nazionale al 1943 il GUF Genova vinse 5 scudetti su sei, lasciando al GUF Milano solo il 1939.
Già nel 1937 il Dopolavoro Provinciale (DLP) prese parte al torneo di Livorno vinto dagli Assicuratori Roma, da quella squadra e dal gruppo di Sampierdarena nacque il GUF. Atleti leggendari che in pochi mesi, chi dal pattinaggio, chi dalla ginnastica, che dal calcio appresero i segreti dell’hockey sotto l’insegnamento dallo svizzero Reber.
Nel 1941 il GUF Genova, malgrado la guerra, era così numeroso che iscrisse i più giovani al campionato di serie B come GIL (Gioventù italiana del littorio) e nel 1942 con la quadra femminile vinse a Modena il primo titolo nazionale.
Questa squadra allestita dall’inglese Thomas Coggins già nel 1939, poi dovuto eclissarsi a causa della guerra, era allenata da Umberto Micco, un astigiano poi diventato famosissimo, che studiava medicina a Genova. Il dominio genovese del GUF maschile continuò negli ultimi due campionati di guerra nel 1942 e nel 19431 .
Molti dei titolari dei primi tre scudetti e dei littorii del venendo a mancare: Remo Beltrandi e Anselmini caduti sul fronte, Dondero e Savini per malattia più molti altri come richiami alle armi per la guerra in corso. Nel campionato 1942 trovarono spazio nella formazione titolare Valzania, Stefancic, Rossetti che poi non comparvero più nel mono dell’hockey, mentre l’ultima formazione campione d’Italia delle fascista nel 1943 fu questa: Frassinetti, Chinaglia, Lertora, Celi, Pudel, Traverso; Sänger, Micco, Bolognesi, Garassino, Arnaldi. Con l’impiego anche dei futuri azzurri Cinquetti e Massimo Marchiori giocando gli incontri casalinghi a Rapallo, Chiavari Lavagna e Sestri – tutti comuni della riviera di Levante – per la chiusura dell’impianto della Nafta (oggi stadio Carlini) dal novembre ’42 all’aprile 1943. Fu u trionfo con 11 successi su 14 partite e il solo pareggi con il GUF Modena degli ex di Pampuro e Vado2. Non riuscì invece la doppietta maschi femmine ottenuta nel 1942 perchè la ragazze di Micco cedettero dopo tre vittorie di fila al GUF Roma (0-2) nella finale giocata nella capitale.
Incredibilmente, fu nel primissimo dopoguerra che l’hockey esplose nella città di Colombo. Caduto il regime il GUF si trasformò in Genova HC, nacque nel ’47’ il CUS Genova ma ancora prima si formarono i Diavoli Neri (1945), AGUH (1945), Unione Goliardica Libertà (1945), Amatori H. Albaro (1946), Alfa Club (1947) e successivamente H. Carignano (1950), Ardita Sampierdarena (1950); squadre che durarono solo un paio d’anni o addirittura meno con i migliori hockeisti che trasmigrarono poi all’HC o al CUS. Merita di essere citato il passaggio di Andrea Consigliere dall’Hockey Carignano – fondato da Sergio il maggiore dei fratelli Bisio campione universitario nel 1950 – ceduto al CUS per 11 maglie.
Non a caso il primo titolo post bellico andò nel 1945 al Genova HC. Anche se fu un campionato estremamente ridotto più di quello del 1943, non riconosciuto dalla FIH al contrario delle FIHP che lo fece nel 1966, con sole 5 squadre di cui quattro genovesi : Hockey Club, UGL, AGUH Genova e Diavoli Neri. La quarta fu la S.S. Triestina, mentre i previsti arrivi di D.C. Bologna e HC Roma non avvennero per le difficoltà di collegamento, invece stoicamente superate dagli hockeisti giuliani che pure in quel periodo erano sotto il giogo dell’amministrazione britannica e separati dalla madrepatria.
- Questo ultimo titolo come una serie di altri e di Coppe Italia sono sfuggiti all’albo d’oro della FIH che pervicacemente si ostina non riconoscerli più per menefreghismo che per reale opposizione, malgrado l’ampia documentazione storica e documentale fornita anzitutto dell’ex segretario generale Cipriano Zino e poi dal giornalista Virgilio Zanolla; anche il numero 3 anno XXI di marzo 1966 di Hockey e Pattinaggio riporta il corretto albo d’oro che cancella il campionato 1937 e assona invece tal del 1943 e 1945)
↩︎ - vedi https://www.hockeylove.news/wp-admin/post.php?post=6453&action=edit ↩︎





