La doverosa precisazione segue uno strillo pubblicato ieri sulla bacheca informativa della federhockey
Nella foto l’augurio pubblicato per il compleanno del collega Marco Ghighi da cui si evince che l’errore è nel catenaccio (la riga sotto il titolo) e non nel titolo stesso
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L’augurio di buon compleanno al giornalista della ha dato la stura al livore l’astio e il rancore di chi sente traballare lo sgabello su cui siede pro tempore.
Con la consueta correttezza e nel limite di legge delle 48 ore – anche senza aver ricevuto formale e obbligatoria richiesta – provvedo applicando il codice deontologico a correggere nel titolo, per cui con ben maggiore risalto rispetto al lieve errore contenuto nel catenaccio e riportato nel testo l’inesattezza contenuta nella news “augurisenzaetà Marco Ghighi il giornalista della Federazione” e non come riportato in modo – questo si distorto – “Marco Ghighi Vice Segretario Generale” già da questo si deduce che è sbagliato scrivere che la notizia sia “infondata, falsa e distorta”.
La notizia è l’augurio non l’incarico. Devo inoltre aggiungere per inclita che è sbagliato scrivere “pubblicata sulla pagina social e sul sito “HockeyLove”. Anzitutto, come è facile leggere per chiunque, la testata è da 7 mesi mutata in Hockeylove.news e che oltre la citata pagina social (Facebook) c’è anche l’account Instagram: se si vogliono fare le pulci non si deve essere pulce.
Non capisco poi come una qualifica, seppure erronea, attribuita a un dipendente possa ledere e neppure entrare “nel rispetto dei lavoratori della Federazione e dei loro ruoli e competenze“. Il rispetto verso i lavoratori è compito dell’azienda che per legge ne deve valorizzare le competenze, ottimizzarne le risorse e procedere alla loro formazione continua. Chiudo sottolineando che se meno di una riga di testo in una notizia di “buon compleanno” ha suscitato una simile irosa risposta significa che tutto quanto sin qui pubblicato da Hockeylove.news sulle sue diverse piattaforme risponda al principio della correttezza e del sostanziale rispetto della verità dei fatti.
Per cui ringrazio senza acrimonia ma con piacere chi mi ha offerto la possibilità di correggere un piccolo errore peraltro frutto di una serie di voci giunte proprio dagli uffici di viale Tiziano sull’attribuzione e la divisione delle responsabilità.





