Altro Notizie

#personaggi GIULIA SIMONE DALL’HOCKEY AL FLOORBALL ANDATA E RITORNO

La storia di una giovane portiera che deve lasciare l’hockey per mancanza di club, prova il floorball come attaccante arriva alla nazionale ma sogna sempre il suo sport

Nella foto Giulia Simone con la maglia della Lazio

____________________________________________________

Ha appena 20 anni e alle spalle più di metà della sua vita passata fra campi palestre e un bastone o una stecca in mano. Giulia è nata ad Avezzano si è avvicinata giovanissima all’hockey a 8 anni con l’amica Gaia Orfanelli, figlia di un giocatore della storica società marsicana, a cui presto si aggiunsero Sara Ferri e Sabrina Morellato; frattanto Giulia aveva cominciato a indossare i cosciali, allenata da Massimiliano Ferri.

I numeri non permisero, salvo giocare in squadre mixed, di mettere in piedi una femminile, così a 12 anni prese la strada per San Vito Romano con le amiche Sara e Gaia. L’esperienza laziale durò due anni e fortificò in lei la passione per l’hockey. L’andirivieni con San Vito durò un biennio, poi si presentò l’occasione Lazio. La giovane società pensata dalla famiglia Brocco e dal suo entourage familiare, amicale e professionale stava crescendo e anche la femminile cominciava ad affermarsi. Tanto è vero che nel 2020/21 arrivò il titolo U21 – condiviso con Laspina – nella finale del 12, 13 giugno al Tre Fontane senza subire neppure un gol da CUS Torino Tricolore e Ferrini finite nell’ordine. Successo anticipato l’anno prima nella vittoria di categoria nel torneo genovese Sotto la Lanterna.

I sacrifici cominciarono a pesare così arrivò il passaggio al floorball dove Giulia si trasformò in attaccante giungendo in pochissimo tempo alla nazionale, giocando nel 2022 persino la qualificazione mondiale in Estonia. Però la scintilla non scattò così ora Giulia in attesa, vedi mai, di indossare nuovamente i cosciali si dedica al sollevamento pesi e al taekwondo restando in una forma invidiabile.

– Perché la rinuncia al floorball e alla sua nazionale? “Preferisco l’hockey, il floorball è troppo fisico, c’è molto contatto, d’altronde nasce come variante estiva dell’hockey su ghiaccio”.

– Hai avuto contatti in questi anni? “Avevo ricevuto proposte de HCC Butterfly e UH Capitolina, ma nulla che si sia concretizzato”. Adesso questa intervista, un incontro fortuito, ha riacceso un ricordo neppure troppo sopito e un’inestinguibile voglia di hockey … vedi mai!

C’è un portiere ventenne, in spolvero atletico, appassionata con un titolo U21/F in vetrina che potrebbe tornare in campo e anche a dare una mano nel suo Abruzzo, dove studia con profitto all’università dell’Aquila, una volta celebre per il suo ISEF e i corsi speciali estivi che diplomarono centina di futuri docenti di educazione fisica, alcuni dei quali ancora in attività sparsi per l’Italia.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore