La squadra campione 2023 frutto di uno dei migliori vivai italiani non regge il confronto europeo. Pesanti passivi con le scuole maggiori e sconfitte anche da federazioni simili o inferiori alla nostra. Sotto accusa è il sistema FIH. Così si va verso l’estinzione sostituiti a casa nostra da floorball, lacrosse e vedi mai palla pugno o bandy
Nella foto le ragazze dll’HCC Butterfly ad Amburgo, non è certo mancato il loro impegno
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La società HCC Butterfly da anni è uno dei fiori all’occhiello della FIH. Nel settore maschile dal 2021 al 2023, nel primo triennio di questo ciclo olimpico ha vinto 6 titoli sui 15 in palio nel settore maschile e 5 su 15 nel femminile. Più un paio nell’indoor che non è il suo core business tecnico agonistico.
La stessa società non ha certo lesinato gli sforzi per rinforzare questa squadra femminile. Ricordiamo tutti l’impegno anche economico sostenuto nella stagione dello scudetto con Vicky Granatto, supportata da ottime giocatrici di scuola estera come Bock, Ramos o buone: Carrizo e Hagemans.
La qualità del 2024 non è stata pari, ma nel numero non è certo mancato l’impegno del club. Fra le 8 formazioni del Trophy di Amburgo nessuna aveva così tante ragazze provenienti da altre federazioni come le romane: ben 7 su 18 (Fregeiro, Pereyra, Duro, Angiò, Hagemans, Hales, Drauschke). La maggior parte delle avversarie erano completamente autoctone, le altre non sono andate oltre le due.
Inoltre, la FIH ha campionati più strutturati di Svizzera, Cechia e Ucraina, come ha più tesserati di queste e se fosse vero il numero di 12.000 dichiarato a Sport e Salute anche della Scozia.
Questi sono i dati. La domanda che dobbiamo porci è la stessa che Bodnar ha fatto a Mignardi e Pagliara: Come è possibile che la Cechia (o come altre federazioni – NdR) faccia migliori risultati con numeri inferiori all’Italia?
La risposta sta nelle politiche sportive, o nella non politica sportiva della FIH. Nessun progetto, neppure a breve termine. Società abbandonate a loro stesse. Nessuna linea guida programmatica.
Così si spiegano le 4 sconfitte (1-12; 0-3; 1-8; 0-1) di Amburgo, non per demeriti di squadra o club. Infatti, alcune – neppure poche – delle giovani romane hanno vinto titoli, hanno vestito l’azzurro delle nostre under.
Il problema non è l’HCC Butterly, ma l’hockey italiano così ridotto. Se non prendiamo coscienza che il “non modello” vada radicalmente cambiato, ovvero si costruisca un “modello” la china verso l’estinzione, magari sostituiti a casa nostra da floorball, lacrosse e vedi mai palla pugno o bandy è inevitabile.





